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Impero sasanide
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Lmwgg'mwgwImpero sasanide, o mwhasassanide, fu un'entità politica istituita da mwhqArdashir I in seguito alla caduta dell'mwhgImpero partico e alla sconfitta dell'ultimo re della mwhwdinastia arsacide, mwiaVologase VI.

Governato dalla mwigdinastia sasanide, esso esistette dal 224 al 651 d.C. ed era noto ai suoi abitanti con il nome mwiwĒrānshahr (letteralmente "Impero ariano") ed mwjaĒrān in Medio persiano, mentre come mwjqIranshahr e mwjgIran in Nuovo persiano.cite-ref-5[5]cite-ref-6[6] Ultimo impero persiano attivo in epoca preislamica, nel corso della sua esistenza riuscì a elevarsi al rango di una delle potenze maggiori in mwlwAsia occidentale, meridionale e centrale, insieme con l'mwmaImpero romano prima e l'mwmqImpero romano d'Oriente poi.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-sha2005-9-0[9]

Nel corso del tempo, l'impero giunse a conquistare interamente il territorio degli odierni mwpwIran, mwqaIraq, mwqqAfghanistan, mwqgSiria orientale, il mwqwCaucaso (mwraArmenia, mwrqGeorgia, mwrgAzerbaigian e mwrwDaghestan), mwsaAsia centrale sud-occidentale, parte dell'mwsqAnatolia, alcune regioni costiere della mwsgpenisola arabica, la regione del mwswGolfo Persico e alcune regioni del mwtaPakistan occidentale. Secondo la leggenda, la bandiera dell'Impero sasanide era la mwtqDerafsh Kaviani.cite-ref-10[10]

La parentesi sasanide è considerata una delle più importanti e floride della mwuwstoria della Persia, in quanto corrispose a un momento di grande splendore per diverse aree di quella regione.cite-ref-11[11] Più nel dettaglio, il periodo sasanide coincise con il picco dell'antica mwwaciviltà persiana, la cui cultura influenzò considerevolmente anche la civiltà romana nella tarda antichità.cite-ref-bury-1923-12-0[12] Nel mwxqBasso Medioevo, l'influenza culturale dei Sasanidi si estese anche oltre i confini territoriali dell'impero, raggiungendo persino l'mwxgEuropa occidentale,cite-ref-dur158-13-0[13] l'mwywAfrica,cite-ref-14[14] la mwaaCina e l'mwaqIndia.cite-ref-15[15] È noto che mwbgCtesifonte, capitale dell'entità politica in esame, intrattenne rapporti pacifici con la mwbwdinastia Tang in Cina e con l'mwcaImpero indiano; inoltre, giocò un ruolo fondamentale nella formazione dell'arte medievale sia europea sia asiatica.cite-ref-saga-16-0[16] La cultura persiana gettò infine le basi per molti elementi della mwdqcultura islamica, influenzando campi quali l'arte, l'architettura, la musica, la letteratura e la filosofia.cite-ref-17[17]

Contents

Storia
Axum
Cina
India
Lingue
Risorse
Arte
Note

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Origine ed evoluzione del nome

Ufficialmente, l'entità politica in esame era conosciuta come Impero degli mwfqiranici (in mwfgmedio persiano: mwfwērānšahr; in mwgapartico: mwgqaryānšahr); il termine è attestato per la prima volta nella mwggGrande iscrizione di Sapore I, dove il re che ne ordinò la costruzione afferma: «Io sono il sovrano dell'Impero degli Iranici» (in medio persiano: mwgwērānšahr xwadāy hēm, in partico: mwhaaryānšahr xwadāy ahēm).cite-ref-18[18]

In ambito storico e accademico, resta comunque più comune la denominazione "Impero sasanide", che si deve al nome del fondatore della dinastia, ovvero di Sāsān, sacerdote del mwigtempio di Anahita, signore di Ṣṭakhr, governatore del Fārs e padre di Pāpak (o mwiwBābak), al governo su una piccola città della Persia. Alcuni storici si sono riferiti all'Impero sasanide anche come impero neo-persiano, rimarcando il fatto che fu il secondo impero iranico, dopo mwjaquello achemenide, sviluppatosi partendo dalla regione di mwjqPars (mwjgPersis),cite-ref-cor61-19-0[19] mentre altri storici si sono riferiti come terzo impero, in considerazione del fatto che dopo l'mwkwImpero achemenide, nella regione vi fu anche il dominio dei Parti, talvolta definito come regno ma altre considerati come fondatori dell'mwlaImpero partico.cite-ref-20[20]

Storia

La mwmwstoria della Persia sasanide incominciò con mwnaArdashir I che, dopo avere deposto l'ultimo mwnqarsacide mwngVologase VI, diventò mwnwShāhanshāh nel 224 e si concluse con mwoaYazdgard III nel 651, quando la conquista araba mise fine all'indipendenza persiana.

Alle porte del mwogIII secolo, le province dell'Impero partico costituivano dei regni quasi autonomi dal potere degli mwowArsacidi e la Persia, su cui regnava Gocir, era uno di questi. Pāpak, signore di Ṣṭakhr la cui condizione era quella di mwpavassallo, approfittando della guerra dinastica scoppiata tra l'arsacide mwpqVologase VI e suo fratello mwpgArtabano IV, si ribellò a Gocir e si proclamò re di Persia.

Ardašir proclamò la sua dinastia erede di quella mwqaachemenide e operò per annullare le influenze culturali mwqqellenistiche e ristabilire le antiche tradizioni della cultura persiana. Lo mwqgzoroastrismo divenne religione di Stato e i mwqwMagi, ossia il clero mwrazoroastriano, acquisirono grandi privilegi e potere. Ardašir rivendicò anche la sovranità su tutti i territori degli mwrqAchemenidi, comprese mwrgArmenia e mwrwMesopotamia, arrivando fatalmente allo scontro con l'mwsaImpero romano.

Origini (205-309)

Ardashir I

I resoconti che narrano la caduta dei Parti e l'ascesa dei Sasanidi sono discordanti, e i dettagli su questi avvenimenti sono un mistero.cite-ref-21[21] L'Impero sasanide fu fondato a mwwqIṣṭakhr da Ardashīr I, un discendente dei sacerdoti della dea mwwgAnahita.

Bābak era in origine il sovrano della regione di Kheir, tuttavia, a partire dall'anno 200, riuscì a rovesciare Gocihr e ad autoproclamarsi nuovo re dei Bazrangidi. Sua madre, Rodhagh, era la figlia del governatore provinciale di Persia. Bābak e suo figlio maggiore Sapore riuscirono a espandere la propria potenza su tutta la Persia.cite-ref-far180-22-0[22]cite-ref-zar194198-23-0[23] Gli avvenimenti successivi non sono chiari, a causa dell'insufficienza delle fonti. È certo tuttavia che, deceduto Babak, il governatore di mwzaDarabgerd, Ardashīr, fu coinvolto in una lotta per il potere con suo fratello maggiore Sapore. Le fonti narrano che Sapore, andandosene da un incontro con il fratello, fu ucciso da un tetto di un edificio che crollò su di lui. A partire dal 208, dopo avere giustiziato gli altri fratelli, Ardashīr si proclamò re di Persia.cite-ref-far180-22-1[22]cite-ref-zar194198-23-1[23]

Una volta diventato mw1gmw1wshāhanshāh (re), Ardashīr trasferì la sua capitale al sud della Persia, fondando Ardashīr-Khwarrah (in precedenza mw2aGur, l'odierna mw2qFiruzabad). La città, ben protetta dalle alte montagne e facilmente difendibile a causa dei passi stretti, divenne il centro dei tentativi di Ardashīr di ottenere maggior potere.cite-ref-far182-24-0[24] La città era circondata da alte mura circolari e al lato settentrionale si trovava un immenso palazzo, i cui resti sopravvivono ancora oggi. Dopo avere consolidato il dominio in Persia Ardashīr I estese rapidamente il suo territorio, pretendendo fedeltà dai principi locali di Fars e ottenendo il controllo delle province confinanti di Kermān, Iṣfahān, mw3gSusiana e mw3wMesene.cite-ref-far182-24-1[24] Questa espansione preoccupò mw5aArtabano IV, il re dei Parti, che in un primo momento ordinò al governatore del Khuzestān di condurre guerra contro Ardashīr nel 224, ma i primi scontri furono vittoriosi per quest'ultimo. In un secondo tentativo di annientarlo, lo stesso Artabano si scontrò con lo mw5qmw5gshāhanshāh in mw5wbattaglia presso Hormozgan, venendone ucciso. Dopodiché Ardashīr I invase le province occidentali dell'Impero dei Parti, sottomettendole e ponendo fine a esso.cite-ref-far182-24-2[24]

I fattori che contribuirono all'ascesa dei Sasanidi furono la lotta dinastica tra Artabano e mw9gVologase VI per il trono dei Parti, che probabilmente permise ad Ardashīr di consolidare la sua autorità nel sud con poca o nessuna interferenza da parte dei Parti; oltre alla geografia della mw9wprovincia di Fars, che la separava dal resto dell'Iran.cite-ref-25[25] Incoronato nel 224 a mw-aCtesifonte unico re di Persia, Ardashīr assunse il titolo di mw-qshāhanshāh o "Re dei Re" (le iscrizioni menzionano mw-gAdur-Anahid come sua "Regina delle Regine", ma la sua relazione con Ardashīr non è certa), portando alla dissoluzione dell'Impero dei Parti dopo 400 anni e all'inizio di quattro secoli di dominio sasanide.cite-ref-26[26]

Negli anni successivi, nonostante delle rivolte che sconvolsero l'impero, Ardashīr I riuscì a espandere ulteriormente l'Impero a est e a nordovest, conquistando le province del mwaqqSistan, mwaquGorgan, mwaqyKhorasan, mwaqcMargiana (nel moderno mwaqgTurkmenistan), mwaqkBalkh e mwaqoCorasmia. Aggiunse inoltre il mwaqsBahrein e mwaqwMosul ai domini sasanidi. Successive iscrizioni sasanidi rivendicano la sottomissione dei re di mwaq0Kushan, mwaq4Tūrān e mwaq8Makran ad Ardashīr, anche se basata su evidenza numismatica, è più probabile che questi siano stati sottomessi dal figlio di Ardashīr, il futuro mwaraSapore I. In Occidente, assalti contro mwareHatra, mwariregno d'Armenia e mwarmAdiabene ebbero meno successo. Nel 230 penetrò in territorio romano e una mwarqcontroffensiva romana avvenuta due anni dopo non ottenne grandi successi, anche se l'mwaruimperatore mwaryAlessandro Severo celebrò comunque un trionfo nell'Urbe.cite-ref-27[27]cite-ref-dar2000-28-0[28]cite-ref-29[29]

Sapore I

Il figlio di Ardashīr I, mwas4Sapore I, continuò l'espansione dell'impero, conquistando la mwas8Battria e la porzione occidentale dell'mwataImpero Kusana, mentre conduceva alcune campagne contro mwateRoma. Invadendo la Mesopotamia romana, Sapore I espugnò mwatmCarre e mwatqNisibis, ma nel 243 il generale romano mwatuTimesiteo sconfisse i Persiani a mwatyResena e recuperò i territori perduti.cite-ref-fry125-30-0[30] L'imperatore mwatsGordiano III (238-244) avanzò successivamente verso l'Eufrate ma fu sconfitto a mwatwMesiche (244), portando all'assassinio di Gordiano, ucciso dalle sue stesse truppe, e alla conclusione di un trattato con Roma vantaggioso per la Persia stretto col nuovo imperatore mwat0Filippo l'Arabo, con cui si assicurò dai Romani l'immediato pagamento di 500.000 mwat4denarii e ulteriori pagamenti annuali.cite-ref-31[31]

Sapore riprese presto la guerra, sconfiggendo i Romani a mwauoBarbalisso (252), ed espugnando e saccheggiando mwausAntiochia.cite-ref-fry125-30-1[30]cite-ref-32[32] Le controffensive romane per opera dell'imperatore mwavqValeriano si risolsero in una disfatta quando l'esercito romano fu sconfitto e assediato a mwavuEdessa e Valeriano fu catturato da Sapore, rimanendo suo prigioniero per il resto dei suoi giorni. Sapore celebrò il suo trionfo facendo realizzare dei bassorilievi sulla roccia a mwavyNaqsh-e Rostam e mwavcBishapur, come anche un'iscrizione monumentale in persiano e greco nei pressi di mwavgPersepoli. Invase poi l'Anatolia (260), ma fu costretto al ritiro dopo avere subito delle sconfitte per mano dei Romani e del loro alleato palmireno mwavkOdenato, perdendo il suo harem, catturato dai Romani, e tutti i territori romani che aveva occupato.cite-ref-33[33]cite-ref-34[34]

Sapore promosse il commercio con l'mwawmIndia e l'mwawqArabia e fondò diverse città nei territori spopolati della mwawuPersia, dove insediò immigranti dai territori romani, per lo più mwawycristiani perseguitati in patria, ai quali lo scià garantiva la completa tolleranza religiosa.cite-ref-zar207-35-0[35] Fu inoltre comprensivo nei confronti dei cristiani, anche se favorì particolarmente il mwawsmanicheismo, proteggendo mwawwMani (che in cambio gli dedicò uno dei suoi libri, lo mwaw0Shabuhragan) e inviando all'estero molti missionari manichei. Fece anche amicizia con un mwaw4rabbino di Babilonia, mwaw8Samuel. Tale rapporto arrecò dei vantaggi alla comunità ebraica e permise loro un attimo di respiro dopo le leggi oppressive che erano state emanate contro di essi.cite-ref-zar207-35-1[35]

Da Bahram I a Ormisda II

I successori di Sapore abbandonarono la precedente politica di tolleranza religiosa. Sotto la pressione dei mwaxyMagi zoroastriani, e influenzato dal grande sacerdote mwaxcKartir, mwaxgBahram I uccise Mani e perseguitò i suoi seguaci. mwaxkBahram II seguì, come suo padre, una politica favorevole ai sacerdoti zoroastriani.cite-ref-36[36]cite-ref-37[37] Durante il suo regno la capitale sasanide Ctesifonte fu saccheggiata dai Romani sotto l'imperatore mwayiMarco Aurelio Caro e la maggior parte dell'Armenia, dopo mezzo secolo di dominio persiano, fu ceduta a mwaymDiocleziano.cite-ref-38[38]

Succedendo a mwaykBahram III (che regnò brevemente nel 293) mwayoNarseh si imbarcò in un'altra guerra con i Romani. Dopo avere ottenuto un primo successo sul Cesare mwaysGalerio presso mwaywCallinicum nel 296, Narseh fu sconfitto decisamente. Infatti Galerio aveva ricevuto dei rinforzi provenienti dai Balcani, probabilmente nella primavera del 298.cite-ref-bar18-39-0[39] Narseh non avanzò dall'Armenia e Mesopotamia, lasciando che fosse Galerio a condurre l'offensiva nel 298 con un attacco alla Mesopotamia orientale tramite l'Armenia. Narseh si ritirò in Armenia per scontrarsi con l'esercito di Galerio in condizioni per lui sfavorevoli: il terreno scosceso armeno era favorevole alla fanteria romana e sfavorevole alla cavalleria sasanide. Galerio vinse due battaglie consecutive contro Narseh.cite-ref-bar18-39-1[39]cite-ref-pot293-40-0[40]

Durante il secondo scontro le truppe romane catturarono l'accampamento di Narseh, il suo tesoro, il suo mwaaaharem e sua moglie.cite-ref-bar18-39-2[39]cite-ref-pot293-40-1[40] Galerio avanzò in mwaakMedia e in mwaaoAdiabene, vincendo altre battaglie, come quella di Erzurum, e assicurandosi Nisibis (mwaasNusaybin, nell'attuale mwaawTurchia) prima del 1º ottobre 298. Discese il Tigri, espugnando mwaa0Ctesifonte.

Narseh aveva in precedenza inviato un ambasciatore a Galerio pregandolo che gli fosse restituita la moglie e i figli. I negoziati di pace cominciarono nella primavera del 299 e le condizioni di pace furono pesanti: la Persia avrebbe ceduto territori a Roma, rendendo il Tigri il confine tra i due imperi. Le altre condizioni furono che l'Armenia tornasse sotto dominazione romana, con il forte di Ziatha come suo confine; l'mwaa8Iberia caucasica (mwabaArran) sarebbe caduta sotto l'orbita di Roma; Nisibis, ora sotto dominio romano, sarebbe diventato l'unico centro di commercio tra la Persia e Roma; e Roma avrebbe esercitato il controllo sulle cinque satrapie tra il Tigri e l'Armenia: Ingilene, Sophanene (mwabeSofene), Arzanene (mwabiAghdznik), mwabmCorduene e Zabdicene (vicino alla moderna mwabqHakkâri, Turchia).cite-ref-41[41]

Nel trattato che concluse la guerra, i Sasanidi cedettero cinque province a occidente del Tigri e accettarono di non interferire negli affari dell'Armenia e della Georgia.cite-ref-42[42] In seguito a questa sconfitta, Narseh abdicò e perì l'anno successivo, lasciando il trono sasanide a suo figlio, mwab4Ormisda II. Scoppiarono numerose rivolte e, se Ormisda II riuscì a sedare le ribellioni in Sistan e Kushan, non riuscì a porre sotto controllo i nobili e fu di conseguenza ucciso dai mwab8beduini nel 309.cite-ref-43[43]

Espansione sotto Sapore II (309-379)

In seguito alla morte di Ormisda II, gli Arabi incominciarono a devastare e a saccheggiare le città meridionali dell'impero, attaccando tra l'altro anche la provincia del Fars, il luogo in cui nacque il fondatore della dinastia sasanide.cite-ref-dar2000-28-1[28] Nel frattempo i nobili persiani uccisero il primogenito di Ormisda II, accecarono il secondogenito e imprigionarono il terzogenito (che in seguito fuggì in territorio romano). Salì al trono il figlio non ancora nato di una delle mogli di Ormisda II, Sapore II (309-379). Egli potrebbe essere stato l'unico re in tutta la storia a venire incoronato nell'utero materno: la corona venne posta sulla pancia della madre.cite-ref-dar2000-28-2[28] Sapore II era quindi già nato re. Durante la sua giovinezza, l'impero venne governato dalla madre e dai nobili. Quando divenne maggiorenne assunse le redini del potere e dimostrò rapidamente il suo talento.

Come prima cosa, Sapore II condusse il suo piccolo ma disciplinato esercito a sud per respingere gli Arabi; li sconfisse e li cacciò dall'impero, mettendone al sicuro la parte meridionale.cite-ref-44[44] Più tardi, incominciò la sua prima campagna militare contro i Romani a occidente, dove i Persiani vinsero una serie di battaglie ma non riuscirono ad annettere al loro impero nessun territorio a causa dei falliti assedi all'importante città di frontiera di mwadgNisibis e alla riconquista romana delle città di mwadkSingara e mwadoAmida, che erano cadute durante la guerra in mano persiana. All'insuccesso persiano contribuirono le incursioni dei nomadi ai confini orientali dell'impero, che minacciavano la mwadsTransoxiana, una regione cruciale per il controllo di una sezione della mwadwvia della seta. Sapore, per fermare queste incursioni, decise di interrompere la guerra contro i Romani e firmò un trattato di pace con mwad0Costanzo II (353-361).cite-ref-blo421-45-0[45]

Sapore II marciò poi a est, ancora verso la Transoxiana, per combattere contro le tribù nomadi dell'Asia centrale: una volta surclassata la resistenza, annesse l'area conquistata all'impero sasanide.cite-ref-blo421-45-1[45] Completò inoltre la conquista dell'mwaecAfghanistan, strappandolo ai mwaegKushana e si espanse a sud verso l'mwaekArabia.

Sapore II, insieme al re nomade Grumbate, attaccò i Romani nel 359 ed espugnò in poco tempo gli insediamenti di confine di Singara e Amida. L'imperatore latino mwaesGiuliano (361-363) rispose penetrando in territorio sasanide e sconfiggendo l'esercito di Sapore a mwaewCtesifonte, ma si ritirò di fronte all'impossibilità di porre sotto assedio la capitale sasanide. La morte dell'imperatore in uno scontro di poca importanza determinò la fine del conflitto con un sostanziale nulla di fatto e il suo successore mwae0Gioviano (363-364) dovette cedere tutte le province che Roma aveva ottenuto nel 298, assieme a Nisibis e Singara.cite-ref-frye137-138-46-0[46]

In politica religiosa Sapore II perseguitò i cristiani, una risposta questa alla cristianizzazione dell'impero romano che aveva invece inaugurato mwafmCostantino I, ma anche gli eretici e gli apostati. Durante il suo dominio, fu inoltre completata la redazione dell'mwafqAvestā, i testi sacri dello mwafuZoroastrismo. Nei confronti degli Ebrei, invece, Sapore II, come del resto il suo predecessore Sapore I, dimostrò tolleranza, permettendo loro di vivere in relativa libertà e di godere di diversi privilegi. Alla fine del regno di Sapore, l'impero persiano era più forte che mai, con i nemici in oriente pacificati e l'Armenia saldamente controllata.cite-ref-frye137-138-46-1[46]

Periodo intermedio (379-498)

Dalla morte di Sapore II fino alla prima incoronazione di mwagyKavad I (488-531) la Persia conobbe un periodo di stabilità con un periodo di pace quasi ininterrotta con l'Impero romano d'oriente (meglio conosciuto come mwagcImpero bizantino), interrotta solo da due brevi guerre, la prima nel 421-422 e la seconda nel 440.cite-ref-neu68-47-0[47]cite-ref-48[48]cite-ref-49[49]cite-ref-50[50] In questo periodo la politica religiosa dei Sasanidi variava da re a re. Nonostante una serie di re deboli, il sistema amministrativo fondato da Sapore II rimase forte, e l'impero continuò a funzionare efficacemente.cite-ref-neu68-47-1[47]

Alla sua morte, nel 379, Sapore II lasciò un potente impero al fratellastro mwah0Ardashīr II (379-383; figlio di Bahram di Kushan) e al figlio mwah4Sapore III (383-388), nessuno dei quali si dimostrò però alla sua altezza. In questo periodo l'Armenia, in seguito a un trattato di pace, era stata spartita in due parti: una faceva parte dell'Impero romano d'oriente e l'altra apparteneva ai Sasanidi.

Il figlio di Bahram IV, mwaiaYazdgard I (399-421), andò spesso paragonato a mwaieCostantino I. Come lui era forte sia nel fisico sia nella diplomazia. Come la sua controparte romana Yazdgard I era opportunista. Come Costantino il Grande, Yazdgard I fu tollerante verso tutte le religioni, anche quelle in passato perseguitate dai suoi predecessori. Fermò le persecuzioni contro i cristiani e punì i nobili e i sacerdoti che li perseguitavano. Il suo regno fu un periodo di pace relativa ed ebbe buoni rapporti con Roma, avendo sposato inoltre una principessa ebrea che gli diede un figlio, Narsi.cite-ref-51[51]

Il successore di Yazdgard I fu il figlio mwai0Bahram V (421-438), uno dei re sasanidi più noti e l'eroe di molti miti. Questi miti persistettero anche dopo la distruzione dell'Impero sasanide per opera degli Arabi mwai4musulmani. Bahram V, meglio noto come mwai8Bahram-e Gur, salì al potere dopo l'improvvisa morte (o assassinio) di Yazdgard I nonostante l'opposizione dei nobili grazie all'aiuto di mwajaal-Mundhir, re degli mwajearabi lakhimidi di mwajial-Hira. La madre di Bahram V era mwajmSoshandukht, la figlia dell'mwajqEsilarca ebraico. Nel 427 fronteggiò un'invasione di mwajuEftaliti e li sbaragliò, estendendo la sua influenza nell'mwajyAsia centrale. Venne però sconfitto dai Romani (ormai mwajcBizantini) nel 421 e costretto a concedere libertà di culto ai sudditi cristiani. Bahram V depose il re vassallo della parte persiana dell'mwajgArmenia e la rese una provincia. Durante il suo regno vennero redatti i maggiori capolavori della letteratura sasanide, vennero composti brani notevoli di mwajomusica, e sport come il mwajspolo divennero passatempi regali, fenomeno che continua a persistere tuttora in molti regni.cite-ref-iranologie-52-0[52]

Il figlio di Bahram V mwakyYazdgard II (438-457) fu un re giusto e moderato ma, al contrario del mwakcsuo nonno omonimo, perseguitò le minoranze religiose, in particolare i cristiani.cite-ref-53[53]

All'inizio del suo regno Yazdgard II formò un esercito multietnico, comprendente anche i suoi alleati indiani, e attaccò l'mwak0Impero bizantino nel 441 senza riuscire a conquistare alcunché. Radunò poi le sue forze a mwak4Nishapur nel 443 e lanciò una prolungata campagna militare contro i Kidariti. Alla fine li sconfisse e li cacciò oltre il fiume mwak8Oxus nel 450.cite-ref-54[54]

Durante questa guerra Yazdgard II divenne sospettoso dei cristiani presenti nelle sue strutture militari e li espulse dall'esercito e dalla politica. Perseguitò poi i cristiani e, seppur di meno, gli mwaluebrei.cite-ref-zar219-55-0[55] Per ristabilire lo zoroastrismo in Armenia sconfisse i cristiani armeni ribelli nella mwalobattaglia di Vartanantz del 451. Gli Armeni rimasero, nonostante tutto, per la maggior parte cristiani. In seguito combatté nuovamente i Kidariti fino alla sua morte nel 457.

Salì al trono mwalwOrmisda III (457-459), il figlio più giovane di Yazdgard II. Durante il suo breve regno dovette combattere il fratello maggiore mwal0Peroz, che godeva dell'appoggio della nobiltà e degli Eftaliti in mwal4Battria.cite-ref-zar219-55-1[55] Venne ucciso da suo fratello Peroz nel 459.

All'inizio del mwamqV secolo gli mwamuEftaliti (Unni bianchi), insieme con altre tribù nomadi, attaccarono la Persia. In un primo momento mwamyBahram V e mwamcYazdgard II inflissero loro decisive sconfitte e riuscirono a cacciarli dall'impero, ma alla fine del V secolo gli Unni ripresero le ostilità e sconfissero Peroz I (457-484) nel 483. In seguito a questa vittoria gli Unni invasero e saccheggiarono parti della Persia orientale per due anni. I Sasanidi per alcuni anni dovettero pagare pesanti tributi agli Eftaliti. Questi attacchi resero instabile il regno. mwamgPeroz I provò di nuovo a scacciare gli invasori, ma lungo la via per Herat egli e il suo esercito furono colti in un'imboscata nel deserto dagli Unni, che uccisero presumibilmente in battaglia Peroz I (il suo corpo non fu mai trovato) e annientarono l'esercito persiano.cite-ref-mcd305-56-0[56]cite-ref-sch136141-57-0[57]cite-ref-pay287-58-0[58]cite-ref-pot295-59-0[59] In seguito a questo successo, gli Eftaliti avanzarono fino alla città di mwankHerat, gettando temporaneamente l'impero nel caos, prima che un persiano della famiglia di Karen, Zarmihr (o Sokhra), restaurasse qualche parvenza di ordine.cite-ref-mcd305-56-1[56]cite-ref-sch136141-57-1[57]cite-ref-pay287-58-1[58]cite-ref-pot295-59-1[59] Elevò al trono mwaooBalash, uno dei fratelli di Peroz I, ma la minaccia unna persistette fino al regno di mwaosCosroe I. Balash (484-488) era un monarca mite e generoso, tollerante con i cristiani; tuttavia non condusse nessuna campagna contro i nemici dell'impero, in particolare gli Unni bianchi. Balash, dopo un regno di quattro anni, fu accecato e deposto dai magnati, e al trono fu elevato suo nipote Kavad I.cite-ref-mcd305-56-2[56]cite-ref-sch136141-57-2[57]cite-ref-pay287-58-2[58]cite-ref-pot295-59-2[59]

mwap0Kavad I (488-531) fu un energico riformista; mwap4in primis, diede l'appoggio alla setta fondata da mwap8Mazdak, figlio di Bamdad, che pretendeva che i ricchi dovessero dividere le proprie mogli e la propria fortuna con i poveri. La sua intenzione era evidentemente, tramite l'adozione della dottrina di Mazdak, di minare il potere dei magnati e dell'aristocrazia in ascesa. Tali riforme gli costarono però caro a causa della risultante impopolarità tra i ceti danneggiati: fu deposto e imprigionato nel "Castello dell'Oblio" a mwaqaSusa, e suo fratello minore Jāmāsp (Zamaspes) fu elevato al trono nel 496. Kavad I, tuttavia, riuscì a fuggire nel 498, rifugiandosi presso il re degli Unni bianchi.cite-ref-60[60]

mwaqyJāmāsp (496-498) fu posto sul trono sasanide dai membri della nobiltà che avevano deposto il fratello. Egli fu un re buono e mite, che ridusse le tasse per migliorare le condizioni di vita di contadini e indigenti. Aderiva inoltre alla religione zoroastriana ufficiale, al contrario di Kavad I, il quale, abbracciando la fede di una setta eretica dello zoroastrismo, perse il trono e la libertà. Il suo regno, però, fu breve e terminò quando Kavad I, alla testa di un grande esercito messogli a disposizione dal re degli Eftaliti, ritornò alla capitale dell'impero. Jāmāsp si rassegnò di fronte alla forza dell'esercito di Kavad I e restituì il trono al fratello. Nessun'altra menzione di Jāmāsp è fatta nelle fonti dopo la restaurazione di Kavad I, ma, secondo diversi studiosi, è possibile che sia stato perdonato e quindi trattato con riguardo alla corte di suo fratello.cite-ref-iranologie-52-1[52]

L'apogeo dell'impero (498-622)

Il secondo periodo d'oro cominciò con il secondo regno di Kavad I. Per pagare i tributi agli mwarcEftaliti l'imperatore Kavad I chiese un prestito ai mwargBizantini. Al rifiuto dell'imperatore bizantino, mwarkKavad I decise di incominciare una nuova guerra contro i Bizantini (o Romani d'Oriente). Con il supporto dei Eftaliti, nel 502 l'mwaroesercito sasanide prese Teodosiopoli (mwarsErzurum) nella moderna Turchia, ma la riperse subito dopo. Nel 503 prese mwarwAmida (attuale Diyarbakır) sul Tigri. Nel 504 un'invasione dell'Armenia da parte degli mwar0Unni dal Caucaso costrinse però i Sasanidi a firmare un armistizio, che prevedeva la cessione della città di Amida ai Bizantini, e un trattato di pace firmato nel 506.cite-ref-61[61]

Nel 521 o 522 Kavad perse il controllo della mwasmLazica, che era diventata fedele ai Romani d'Oriente; un tentativo da parte degli mwasqIberiani nel 524-525 di fare lo stesso fece scoppiare una guerra tra l'impero romano d'Oriente e la Persia. Nel 527 un'offensiva bizantina contro mwasuNisibis venne respinta e i tentativi di fortificare le posizioni vicino alla frontiera vennero ostacolati. Nel 530 Kavad mandò un esercito comandato da Firouz il Mirrane ad attaccare l'importante città bizantina di confine di mwasyDara.cite-ref-zar229-62-0[62] L'esercito sasanide si scontrò con l'esercito bizantino condotto dal generale mwassBelisario, e sebbene fosse superiore in numero, fu sconfitto nella mwaswbattaglia di Dara. Nello stesso anno, un secondo esercito persiano condotto da Mihr-Mihroe venne sconfitto a Satala dai Bizantini comandati da mwas0Sitta e mwas4Doroteo, ma nel 531 un esercito persiano, appoggiato da un contingente mwas8lakhmide condotto da mwataal-Mundhir III, sconfisse Belisario nella mwatebattaglia di Callinicum e nel 532 fu concluso un trattato di pace "eterna".cite-ref-zar229-62-1[62] Sebbene non fosse riuscito a liberarsi dal giogo degli Eftaliti, Kavad riuscì a riportare l'ordine nello Stato con alcuni provvedimenti di politica interna, combatté con successo i Romani d'Oriente e fondò alcune città.

Alla morte di mwatwKavad I salì al trono il figlio mwat0Cosroe I (Kusraw), anche conosciuto come Anushirvan ("anima immortale"), che regnò tra il 531 e il 579. È il più celebrato dei re sasanidi. Cosroe I è meglio noto per le sue riforme del governo sasanide. Introdusse un sistema di tassazione razionale e cercò di incrementare il gettito fiscale dell'impero. Mentre in precedenza i grandi signori feudali provvedevano da sé per l'equipaggiamento del proprio esercito, Cosroe I introdusse un nuovo tipo di soldati, i mwat4dehkan o "cavalieri", "Cavaliere" si dice ''Asvar'' e "dehkan" è forse confuso con il "dehqan" sotto descritto ''dehkan''< pagati ed equipaggiati dal governo centralecite-ref-hai-63-0[63] e dalla burocrazia, legando l'esercito e la burocrazia più saldamente al governo centrale che non verso i signori locali.cite-ref-64[64]

Sebbene l'mwaugimperatore bizantino mwaukGiustiniano (527-565) avesse pagato 440.000 pezzi d'oro per mantenere la pace nel 540, Cosroe I ruppe la "pace eterna" del 532 e invase la Siria, dove saccheggiò la città di Antiochia deportandone la popolazione in Persia. A questo seguirono altri successi: nel 541 mwauoLazica ritornò in mano persiana, e nel 542 un'offensiva bizantina in mwausArmenia fu sconfitta ad Anglon. Una tregua di cinque anni firmata nel 545 venne interrotta nel 547 quando Lazica ritornò in mano bizantina; la guerra venne ripresa, ma rimase limitata alla zona di Lazica, che venne conservata dai Bizantini quando la pace fu conclusa nel 562.cite-ref-65[65]

Nel 565 morì Giustiniano I e gli succedette al trono mwaveGiustino II (565-578). Un anno prima il governatore sasanide di Armenia, della famiglia Suren, costruì un tempio del fuoco a mwaviDvin, presso la moderna mwavmErevan, e fece uccidere un influente membro della famiglia mamikoniana, scatenando una rivolta che portò al massacro del governatore persiano e della sua guardia nel 571, mentre la ribellione si era estesa anche all'Iberia.cite-ref-dar31-66-0[66] Giustino II approfittò della rivolta armena per interrompere il pagamento dei tributi annuali ai Sasanidi di Cosroe I per la difesa del Caucaso. Gli Armeni furono accolti come alleati, e un esercito fu mandato in territorio sasanide e assediò mwavgNisibis nel 573.cite-ref-hai-63-1[63] Tuttavia l'assedio fallì e i persiani contrattaccarono assediando e prendendo mwav0Dara e devastando la Siria. Giustino II fu costretto ad accettare di pagare tributi annuali in cambio di una tregua di cinque anni sul Mesopotamico, sebbene la guerra continuò altrove. Nel 576 Cosroe I attaccò l'mwav4Anatolia saccheggiando mwav8Sebasteia e mwawaMelitene, ma l'offensiva sasanide terminò con una disfatta: sconfitti fuori dalle mura di Melitene, i Persiani subirono pesanti perdite e furono costretti a ritirarsi al di là dell'mwaweEufrate sotto attacco bizantino.cite-ref-dar31-66-1[66] Approfittando della momentanea vulnerabilità persiana, i Bizantini irruppero in territorio sasanide. Khosraw chiese la pace, ma decise di continuare la guerra dopo una vittoria del suo generale Tamkhosrau in Armenia nel 577 e la guerra riprese anche in Mesopotamia. La rivolta armena terminò con un'amnistia generale e l'Armenia ritornò in mano sasanide.cite-ref-hai-63-2[63]

Intorno al 570, Ma'dīkarib (mwaw8in arabo معد يكرب‎mwaxa?), fratellastro del re dello Yemen, richiese l'intervento di Cosroe I. Cosroe I inviò una flotta e una piccola armata sotto il comando di mwaxeVahrez, che occupò in breve tempo la capitale dello Yemen, mwaxiSana'a. Sayf, figlio di Maʿdīkarib, che aveva accompagnato la spedizione, divenne re tra il 575 e il 577.cite-ref-hai-63-3[63] Con questo successo i Sasanidi erano riusciti a stabilire una base nell'mwaxcArabia meridionale, tale da controllare i commerci terrestri con il Mediterraneo e marittimi con l'Oriente. Successivamente, il regno sudarabico si liberò dal controllo sasanide, e una seconda spedizione persiana fu inviata nel 598, riuscendo ad annettere con successo all'impero l'Arabia meridionale, trasformata in provincia.cite-ref-hai-63-4[63]

Il regno di Cosroe I è caratterizzato dall'ascesa dei mwax0dehqan (letteralmente, "signori dei villaggi"), la nobiltà di proprietari terrieri che costituivano l'ossatura della tarda amministrazione provinciale sasanide e del sistema di raccolta delle imposte.cite-ref-chamber-67-0[67] Cosroe I in politica edilizia abbellì la sua capitale di nuovi fastosi monumenti, fondò nuove città, e costruì nuovi edifici. Ricostruì i canali e rifornì le fattorie distrutte nel corso delle guerre. Costruì forti fortificazioni presso i passi e collocò tribù suddite in città scelte con attenzione sulla frontiera in modo che agissero come guardiani contro gli invasori. Fu tollerante con tutte le religioni, anche se decretò che il mwayizoroastrismo sarebbe stata la religione di Stato ufficiale, e non se la prese quando uno dei suoi figli si convertì al cristianesimo.

Alla morte di Cosroe I, salì al trono mwaygOrmisda IV (579-590). La guerra con i Bizantini continuò fino a quando il generale mwaykBahram Chobin, messo da parte e umiliato da Ormisda, organizzò una rivolta nel 589.cite-ref-dar3133-68-0[68] L'anno successivo Ormisda venne assassinato e gli successe al trono il figlio mway4Cosroe II (590-628), ma il cambio di re non riuscì a placare l'ira di Bahram, che sconfisse Cosroe, costringendolo a rifugiarsi in territorio bizantino e salendo al trono come Bahram VI. Con l'aiuto di truppe fornitegli dall'imperatore bizantino mway8Maurizio (582-602) Cosroe II riuscì a ottenere una vittoria decisiva sull'esercito di Bahram a mwazaGanzak (591), riuscendo così a ritornare al potere.cite-ref-dar3133-68-1[68] In cambio dell'aiuto di Maurizio, Cosroe dovette cedere ai Bizantini tutti i territori occupati dai persiani durante la guerra, l'mwazuArmenia e l'mwazyIberia orientale. La nuova pace permise a entrambi gli imperi di occuparsi degli altri fronti: Cosroe espanse la frontiera orientale dell'Impero sasanide, mentre Maurizio ripristinò il controllo bizantino, minacciato da mwazcSlavi e mwazgAvari nei mwazkBalcani.cite-ref-dar3133-68-2[68]

Quando Maurizio venne deposto e ucciso dall'usurpatore mwaz8Foca (602-610) nel 602 Cosroe II usò l'omicidio del suo benefattore come pretesto per incominciare una nuova invasione. Approfittando della guerra civile a Bisanzio, Cosroe II conquistò la mwa0aSiria e mwa0eAntiochia nel 611.cite-ref-dar33-69-0[69] Nel 613 i Bizantini, guidati dall'imperatore Eraclio (610-641), contrattaccarono ma furono sconfitti presso Antiochia dai generali sasanidi mwa0yShahvaraz e mwa0cShahin. mwa0gGerusalemme cadde nel 614, mwa0kAlessandria nel 619 e il resto dell'mwa0oEgitto nel 621. Il sogno sasanide di restaurare l'mwa0sImpero achemenide stava quasi per realizzarsi, mentre l'mwa0wImpero bizantino appariva sull'orlo del collasso.cite-ref-dar33-69-1[69]

Declino e caduta (622-651)

All'espansione sotto Cosroe II seguì però il declino. L'imperatore bizantino mwa1oEraclio (610-641) aveva infatti riorganizzato il suo esercito e aveva contrattaccato. Tra il 622 e il 627 Eraclio combatté i Persiani in mwa1sAnatolia e nel mwa1wCaucaso, infliggendo una serie di sconfitte all'esercito sasanide comandato da Cosroe, mwa10Shahvaraz, mwa14Shahin e Shahraplakan, saccheggiando il grande tempio mwa18zoroastriano a mwa2aGanzak e stringendo delle alleanze con i mwa2eCazari e il mwa2iKhaganato turco occidentale. Nel 626 mwa2mCostantinopoli venne assediata dagli mwa2qSlavi e dagli mwa2uAvari, che erano appoggiati dall'esercito persiano comandato da Shahvaraz, ma i tentativi di traghettare i Sasanidi in mwa2yEuropa vennero bloccati dalla flotta bizantina e l'assedio fallì. Nell'inverno 627-628 Eraclio invase la mwa2cMesopotamia e, nonostante la partenza dei suoi alleati mwa2gKhazar, sconfisse l'esercito sasanide comandato da mwa2kRhahzadh nella mwa2obattaglia di Ninive. Marciò poi verso il mwa2sTigri, devastando il paese e saccheggiando il palazzo di Cosroe a Dastagerd. La distruzione dei ponti sul canale Nahrawan gli impedì di attaccare mwa2wCtesifonte e condusse ulteriori incursioni prima di ritirarsi nell'Iran nordoccidentale.cite-ref-70[70]

L'impatto delle vittorie di Eraclio, della devastazione dei territori più ricchi dell'Impero sasanide e le umilianti distruzioni di Ganzak e Dastagerd aveva fatalmente fatto perdere a Cosroe il suo prestigio e il supporto datogli dall'aristocrazia sasanide, e nei primi mesi del 628 venne deposto e assassinato da suo figlio mwa3iKavad II (628), che pose immediatamente fine alla guerra, accettando di ritirarsi da tutti i territori occupati. Nel 629, Eraclio riportò la mwa3mVera Croce a mwa3qGerusalemme nel corso di una sontuosa cerimonia.cite-ref-71[71] Kavad morì in pochi mesi e alla sua morte seguì il caos e una guerra civile. Nei quattro anni successivi si succedettero ben cinque re, incluse due figlie di Cosroe II e mwa3kShahvaraz, e l'impero sasanide si indebolì considerevolmente. Il potere, prima detenuto dalle autorità centrali, passò nelle mani dei generali.cite-ref-chamber-67-1[67]

Nella primavera del 632 salì al trono un nipote di Cosroe I, mwa4qYazdgard III. Nello stesso anno gli mwa4uArabi, uniti dall'mwa4yIslam, fecero le prime incursioni nel territorio sasanide. Anni di guerra continua avevano indebolito sia i Bizantini sia i Sasanidi. I Sasanidi vennero indeboliti anche da una crisi economica, da tasse elevate, malcontento religioso, rigida mwa4cstratificazione sociale, ascesa dei proprietari terrieri provinciali e un rapido susseguirsi di re. Questi fattori facilitarono la mwa4gconquista islamica della Persia.cite-ref-72[72]

Yazdgard era un ragazzo alla mercé dei suoi consiglieri ed era incapace di unire un paese vasto sbriciolatosi in piccoli regni feudali, nonostante i Bizantini, impegnati a respingere gli attacchi arabi, non fossero più una minaccia.cite-ref-dar3638-73-0[73] Il primo scontro tra Sasanidi e Arabi avvenne nella mwa5ibattaglia del Ponte nel 634 e venne vinto dai Sasanidi; tuttavia gli Arabi non si arresero e poco dopo le truppe disciplinate di mwa5mKhalid ibn al-Walid, generale dell'esercito arabo, sconfissero l'esercito persiano comandati dal generale mwa5qRostam Farrokhzād nelle pianure di mwa5ual-Qādisiyya nel 637 e assediarono mwa5yCtesifonte. Ctesifonte cadde dopo un prolungato assedio. I governatori sasanidi provarono ad unire le loro forze per respingere gli invasori, ma il tentativo fallì a causa dell'assenza di una forte autorità centrale e i governatori vennero sconfitti nella mwa5cbattaglia di Nihavand.cite-ref-dar3638-73-1[73]

In cinque anni la maggior parte del territorio sasanide venne annesso al mwa50Califfato islamico. Con l'assassinio di mwa54Yazdgard III a mwa58Merv nel 651 si concludeva la storia dei Sasanidi e incominciava quella della Persia islamica.cite-ref-dar3638-73-2[73]

La caduta rapida dell'Impero sasanide fu completata nel giro di cinque anni, e la maggior parte del suo territorio fu annessa al Califfato islamico; tuttavia, diverse città persiane continuarono a resistere rivoltandosi all'autorità islamica.cite-ref-74[74] La popolazione locale, non costretta per forza a convertirsi all'Islam, divenne suddita del mwa6kCaliffato islamico, e, in quanto mwa6odhimmi (cioè non ancora convertiti all'Islam), furono costretti a pagare una mwa6smwa6wjizya fin quando non avessero abbracciato la nuova fede.cite-ref-75[75] In pratica, tale imposta sostituì quelle statuite dai Sasanidi, che tendeva a essere abbastanza salata. Oltre alla mwa7ejizya, fu adottata dagli Arabi la vecchia tassa sasanide sulla terra (in arabo mwa7iKharaj). Si dice che il califfo ʿUmar avesse costituito una commissione che giudicasse se i dazi sulla terra fossero più di quanto la popolazione potesse pagare.cite-ref-76[76] La conversione della popolazione persiana all'Islam avvenne gradualmente, per completarsi di fatto verso la seconda metà dell'mwa7cVIII secolo.

Politica

Ordinamento dello Stato

Shāhanshāh

I Sasanidi stabilirono un impero all'incirca all'interno le frontiere del precedente impero dei mwa8mParti Arsacidi, con capitale mwa8qCtesifonte, città della provincia di mwa8uAsuristan. Nell'amministrare il loro territorio, i re sasanidi assunsero il titolo di mwa8ymwa8cshāhanshāh ("re dei re", noto anche semplicemente come mwa8gshāa e traslitterato in italiano in scià), divennero l'autorità centrale e assunsero il dovere di custodire il fuoco sacro (mwa8katar), il simbolo della religione nazionale. Questo simbolo è presente sulle monete sasanidi dove il monarca regnante, con corona e regalia, appare sull'obverso, con il fuoco sacro, il simbolo della religione in cui credeva, sull'altro lato della moneta.cite-ref-77[77] La sua salute e il suo benessere rivestivano grande importanza: a titolo di esempio, si pensi che nel rispondergli si diceva «Possa tu essere immortale».cite-ref-dar41-78-0[78] Le monete sasanide emesse dal VI secolo in poi raffigurano una luna e un sole, che, nelle parole dello storico iraniano Touraj Daryaee, «suggeriscono che il sovrano fosse al centro del mondo e il sole e la luna gli giravano intorno». Ad avvalorare tale ipotesi si deve considerare di un'antica formula mesopotamica con cui si designava il monarca, ovvero «re dei quattro angoli del mondo».cite-ref-dar41-78-1[78] Il re considerava tutti gli altri sovrani, siano essi romani, turchi o cinesi inferiori a lui. Vestiva abiti colorati, si truccava, indossava una corona pesante e la sua barba era decorata d'oro. I primi re sasanidi si consideravano di discendenza divina, definendosi "baia" (appunto divino).cite-ref-dar42-79-0[79] shāhanshāh Quando il re usciva in pubblico, restava all'interno di una tenda e aveva davanti a sé alcuni dei suoi uomini, il cui compito era quello di tenere le masse lontane da lui e per spianare la strada.cite-ref-dar41-78-2[78]cite-ref-mor92-80-0[80] Quando qualcuno giungeva al cospetto del re, si soleva prostrarsi dinanzi a lui (mwa-imwa-mproskýnesis). Le guardie reali erano conosciute con il nome di mwa-qpushtigban. In altre occasioni, la massima autorità era protetta da un gruppo numericamente consistente di guardie del palazzo, i mwa-udarigan.cite-ref-mor92-80-1[80] Entrambi questi gruppi erano arruolati dalle famiglie reali dell'impero sasanide ed erano sottoposte al comando dellmwa-o'mwa-shazarbed, direttamente responsabile della sicurezza del re, dell'ingresso del palazzo reale, della presentazione dei visitatori e infine destinatario di comandi militari o all'occorrenza negoziatore.cite-ref-mor92-80-2[80] Lmwa-a'mwa-ehazarbed venne autorizzato in alcuni casi a operare come boia reale.cite-ref-mor92-80-3[80] Durante il mwa-yNawrūz (Capodanno iraniano) e il Mihragan (giorno dedicato alla festività della divinità zoroastriana Mihr), il re soleva tenere un discorso.cite-ref-dar42-79-1[79]

Le regine sasanidi detenevano il titolo di mwa-wBanebshenan banebshen ("regina delle regine"). In condizioni ordinarie, la successione al trono era ereditaria, ma poteva essere trasferita dal re a un figlio più giovane piuttosto che al primogenito; in due casi estremi il potere supremo passò alle regine. Quando non vi era un erede diretto, i nobili e i prelati si preoccupavano di scegliere la nuova massima autorità, ma la loro scelta era ristretta ai membri della famiglia regale.cite-ref-81[81]

Corte reale

I re tenevano sempre in grande considerazione i consigli dei loro ministri, i quali lo affiancavano nella politica interna ed estera. Lo storico musulmano mwbasMasʿūdī lodò l'impero parlando di un'«eccellente amministrazione dei re sasanidi, per la loro politica ben ordinata, il loro prendersi cura dei loro sudditi, e per la prosperità dei loro domini».cite-ref-82[82] Il centro dell'impero ruotava attorno alla regione di origine della famiglia imperiale, il mwbbaFars, suddiviso in cinque distretti amministrativi (Iṣṭakhr, Ardashîr Khurrah, Churra Firuzabad, Dârâbjird, Sâbûr, Arrajân) e a nord in cinque distretti delle tribù curde (Remm).cite-ref-83[83]

La nobiltà sasanide, unico ceto che accedeva alla corte, si componeva di un misto di vecchi clan partici, famiglie aristocratiche persiane e dei territori sottomessi. Dopo la dissoluzione della dinastia dei Parti, emersero tante nuove famiglie nobili, malgrado alcuni membri degli allora dominanti mwbbysette casati partici conservarono comunque il loro spessore sociale. Alla corte di Ardashir I, le storiche famiglie arsacidi del casato di Karen e del mwbbgcasato di Suren detenevano posizioni di grande prestigio, analogamente ad alcune famiglie persiane, i Varaze e Andigani.cite-ref-84[84] Oltre a queste discendenze nobili iraniche e non, i governatori di Merv, di mwbb0Abarshahr, di mwbb4Carmania, di mwbb8Sakastan, di mwbcaIberia e di mwbceAdiabene, rispettati per il proprio prestigio nella cerchia dei nobili, facevano spesso capolino alla corte dello mwbcishāhanshāh. Quando i grandi domini dei Surena, dei Karena e dei Varaze confluirono nel territorio sasanide sotto forma di entità semi-indipendenti, benché gli incarichi precedentemente ricoperti in via autonoma avessero ancora un certo peso, le famiglie nobili dovettero giurare comunque fedeltà e accettare di stipulare un rapporto di vassallaggio con lo mwbcmshāhanshāh.cite-ref-85[85]

Pubblica amministrazione

A livello locale, il territorio risultava gestito da diversi governatori più o meno affiliati alla corona noti come mwbcoshahrdaran (sing. mwbcsshahr), direttamente sotto il controllo dello mwbcwshāhanshāh. Il governo sasanide era caratterizzato da una considerevole centralizzazione, ambiziose progettazioni urbanistiche, sviluppo agricolo e miglioramenti tecnologici.cite-ref-chamber-67-2[67] Sotto il re, una potente burocrazia portava avanti maggior parte degli affari del governo, a capo della quale vi era il mwbdewuzurg framadar, ovvero una sorta di mwbdivisir che coordinava i vari ministri.cite-ref-sar344-86-0[86] Le province, sottoposte ai re vassalli, erano amministrate con l'aiuto di principi funzionari (mwbdcmarzaban), mentre a un livello più basso si individuavano i capi-clan (mwbdgvaspuharan). Nella società civile, un posto preminente avevano i cavalieri (mwbdkazadhan) e il clero zoroastriano dei magi (mwbdomagan). Con particolare riferimento al clero, i sacerdoti mwbdszoroastriani godevano di un enorme potere, con il capo dell'ordine sacerdotale dei magi rappresentato dal mwbdwmwbd0mobadan e che a corte veniva tenuto in considerazione maggiore o minore a seconda del sovrano di turno.cite-ref-sar344-86-1[86] Il generale supremo delle forze armate, ovvero lo mwbeimwbemspahbod, così come il capo del sindacato dei commercianti e dei mercanti, lmwbeq'mwbeuho tokhshan bod, e il ministro dell'agricoltura, il mwbeyVastrioshansalar, il quale era anche alla testa dei possessori di fattorie, risultavano le tre figure laiche al di sotto dell'imperatore più potenti nella gerarchia di potere sasanide.cite-ref-sar344-86-2[86]

In generale, i mwbewmwbe0wuzurgan legati alle famiglie di origini persiane detenevano le posizioni più potenti nell'amministrazione imperiale, incluso il governo delle province di frontiera (mwbe4mwbe8marzban). La maggior parte di queste posizioni aveva un suo valore patrimoniale, con il risultato che poteva essere comprata, ma altri incarichi rimasero inaccessibili e destinati a essere ricoperti da una singola famiglia per generazioni. A questa classe di marchesi di rango più elevato si concedeva il possesso di un trono d'argento, mentre a quelli delle province di frontiera più strategiche, come il mwbfaCaucaso, se ne assegnava uno d'oro.cite-ref-87[87] Nelle campagne militari, i mwbfumarzban regionali potevano essere considerati marescialli di campo, mentre gli mwbfymwbfcspahbod minori potevano impartire ordini a un esercito in via supplementare.cite-ref-88[88]

Dal punto di vista culturale, i Sasanidi adottarono un sistema di stratificazione sociale, sostenuto dallo mwbf0zoroastrismo, che era divenuta la religione di Stato. Altre credenze sembrano essere state largamente tollerate, malgrado ciò sia ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi.cite-ref-dar6997-89-0[89] Gli imperatori sasanidi cercarono consciamente di riportare in auge le tradizioni mwbgipersiane e cancellare del tutto l'influenza culturale greca.cite-ref-chamber-67-3[67]

Suddivisioni amministrative

Di seguito un elenco delle province dell'impero.

• Mada, Hamadan
Atropatene (Armenia, Erivan)
Adiabene (Alta Mesopotamia, Nisibi)
Ircania, Rhaga
• Dailem, Resht
• Anzan o Susiana, Tushter
• Elimais, Istakr
• Gerrha
• Mazun
• Mekran, Tis
• Karman, Kirman
• Sakastan
• Sigistan, Kandahar
• Shirwan
• Mokran
• Turan
• Paratan, Peshawar
• Gandara
• Jusgian o Bakhtr, Balkh
Kushanshahr, Kashgar
• Khwarezvn
• Parthia
• Khorassan, Merv

Forze armate

La presenza di un esercito permanente dell'impero sasanide si dovette ad mwbhiArdashir I, il primo mwbhmshahanshah dell'impero. Ardashir restaurò le organizzazioni militari achemenidi, riprendendo il modello della mwbhqcavalleria dei Parti e impiegando inoltre nuovi tipi di armature e tecniche di assedio.cite-ref-90[90]

Fanteria

I mwbhspaygan costituivano la maggior parte della fanteria sassanide e venivano spesso reclutati dalla popolazione contadina. Ogni unità era guidata da un ufficiale chiamato mwbhwpaygan-salar, ovvero "comandante di fanteria", e questi perseguivano essenzialmente il compito di sorvegliare il convoglio degli approvvigionamenti, obbedire all'occorrenza agli ordini dellmwbh0'mwbh4asvaran, un militare di grado superiore, rinforzare le mura, le fortificazioni e supervisionare la realizzazione di trincee.cite-ref-far23-91-0[91]

Coloro che prestavano servizio nella fanteria erano dotati di scudi e lance. Per rinfoltire le proprie armate, i sassanidi si avvalsero degli uomini che giungevano dalla Media (nord-ovest dell'odierno Iran) e dal mwbigDaylam. I Medi fornivano all'esercito sassanide giavellotti, frombolieri e fanteria pesante di alta qualità. La fanteria iraniana è descritta da mwbikAmmiano Marcellino come «equipaggiata allo stesso modo dei gladiatori» e «obbedisce agli ordini con tanto ardore».cite-ref-92[92] I mwbi4Daylamiti, un popolo iraniano che viveva principalmente nel mwbi8Gīlān, nell'mwbjaAzerbaigian iraniano e nel mwbjeMazandaran, servivano anche come fanti. Si dice che impiegassero equipaggiamenti quali pugnali, spade e giavellotti e che furono lodati dai romani per le loro abilità e robustezza nel combattimento ravvicinato. Un resoconto dei Dailamiti raccontava la loro partecipazione a un'invasione dello Yemen in cui 800 uomini erano guidati da un ufficiale loro conterraneo chiamato mwbjiVahrez.cite-ref-far23-91-1[91] Quest'ultimo, alla fine, avrebbe sconfitto le forze arabe nello Yemen e nella capitale mwbjcSana'a, rendendo la regione vassalla dei Sasanidi fino all'invasione araba della Persia.cite-ref-farrokhfrye-2009-93-0[93]

Marina

La marina sasanide costituiva un'importante componente delle forze armate sin dal momento in cui Ardashir I conquistò la porzione araba del mwbj4Golfo Persico. Poiché il controllo della zona rappresentava una necessità economica, la marina si prodigò per stroncare casi di pirateria, impedire l'invasione romana e sedare le tribù arabe che divenivano ostili. Tuttavia, molti storici ritengono che il valore delle forze navali non avrebbe potuto andare oltre un certo livello, poiché gli uomini impiegati in marina erano perlopiù dei prigionieri.cite-ref-94[94] Il comandante supremo della marina recava il titolo di mwbkmnāvbed.cite-ref-95[95]

Cavalleria

La cavalleria impiegata dall'impero vedeva due generi di unità pesanti, i clibanari e i mwblmcatafratti. La prima delle due, composta da nobili d'élite addestrati fin dalla giovane età al mondo bellico, era supportata dalla cavalleria leggera, dalla fanteria e dagli arcieri.cite-ref-96[96] I mercenari e le tribù assorbite dall'impero, inclusi turchi, mwblgkusana, sarmati, cazari, georgiani e armeni furono inclusi in queste prime unità di cavalleria. Il secondo gruppo, ancora più corazzato, si avvaleva degli mwblkelefanti da guerra, uno dei reparti più apprezzati dal mondo sasanide.

A differenza dei Parti, i Sasanidi concepirono delle macchine d'assedio abbastanza avanzate. Lo sviluppo delle armi d'assedio fu un'arma utile durante i conflitti con Roma, in cui il successo dipendeva dalla capacità di impadronirsi di città e di altri siti fortificati; al contrario, i Sasanidi svilupparono anche una serie di tecniche per difendere le proprie roccaforti dagli attacchi.cite-ref-far4-97-0[97] Benché la cavalleria dei Parti aveva numerose analogie con quelle dei Sasanidi, questi ultimi si munivano di lance anziché di archi.cite-ref-far4-97-1[97] La descrizione dello storico romano Ammiano Marcellino della cavalleria dei clibanari di Sapore II mostra chiaramente quanto fosse pesantemente equipaggiata e come solo una parte si munisse delle lance:

«Erano tutte schiere rivestite di ferro ed i soldati avevano le membra coperte di lamine così grosse che le giunture rigide si adattavano alle articolazioni delle membra. Inoltre maschere dall'aspetto umano erano con tal cura applicate alle teste, che, siccome i corpi erano interamente coperti di lamine metalliche, i dardi cadendo potevano conficcarsi solo là dove si aprono strette fessure, corrispondenti alle occhiaie, attraverso le quali vedono un poco, o dove attraverso l'estremità del naso possono un po' respirare. Una parte di costoro, pronta a combattere con le lance, se ne stava immobile, tanto che la si sarebbe creduta trattenuta da catene di bronzo.»

(Ammiano Marcellino, Storie, XXV. 1cite-ref-98[98])

I cavalieri non impiegavano una staffa, preferendo al suo posto una sella da guerra che aveva una paletta sul retro e due morsetti di protezione che si curvavano sulla parte superiore delle cosce del cavaliere. Ciò consentiva ai guerrieri di rimanere in sella in ogni momento durante la battaglia, specialmente durante gli scontri violenti.cite-ref-shasa-99-0[99]

Anche l'imperatore bizantino sottolinea nel suo mwbm4mwbm8Strategikon che molti membri della cavalleria pesante sassanide non portavano con sé delle lance, facendo affidamento sui loro archi come armi primarie. Tuttavia, i rilievi Taq-i Bustan e il famoso elenco di attrezzature di Al-Tabari necessari per i cavalieri dihqan che includeva la lancia, forniscono un contrasto. Quel che è certo è che l'armamentario dei cavalieri risultava vasto.cite-ref-shasa-99-1[99]

La quantità di denaro necessaria per sostentare un guerriero della casta cavalleresca degli asawaran (Azatan) richiedeva quanto meno il possesso di un piccolo possedimento, in genere direttamente conferito dalla corte reale che in cambio esigeva protezione.cite-ref-shasa-99-2[99]

Ruolo dei sacerdoti

Il rapporto tra sacerdoti e guerrieri rivestiva una grande importanza, perché il concetto di Ērānshahr era ampiamente ripreso anche dai chierici. Senza questo legame, alcuni storici immaginano che l'Impero sasanide non sarebbe sopravvissuto nelle sue fasi iniziali.cite-ref-dar4551-100-0[100] A causa di questa relazione tra i guerrieri e i sacerdoti, religione e Stato erano considerati inseparabili nella religione zoroastriana. Tuttavia, una simile connessione causò l'indebolimento dell'Impero, in quanto ogni gruppo cercò di imporre il proprio potere sull'altro. I disaccordi tra i sacerdoti e i guerrieri portarono a un'insanabile spaccatura interna tra i Sasanidi, causandone la caduta.cite-ref-dar4551-100-1[100]

Diplomazia

Roma e Costantinopoli

I Sassanidi, allo stesso modo dei Parti, rimasero costantemente in cattivi rapporti con l'impero romano. Riconosciuti come una delle principali potenze mondiali, essi preservarono le relazioni ostili pure nel periodo successivo alla caduta dell'impero romano d'Occidente, frapponendosi dunque all'impero bizantino per due secoli circa.cite-ref-sha2005-9-1[9] A dire il vero, già dopo la divisione dell'impero romano, avvenuta nel 395, i bizantini, la cui capitale aveva sede a mwbpuCostantinopoli, continuarono a contendersi il dominio della Persia con i loro rivali, con le ostilità che si fecero via via più frequenti nel corso del tempo.cite-ref-chamber-67-4[67] Come l'impero romano, anche i Sassanidi continuarono a combattere con altre realtà politiche confinanti e con le orde di nomadi. Sebbene la minaccia di incursioni compiute da questi ultimi non potesse mai essere completamente risolta, il potere centrale seppe arginare con maggiore successo questo pericolo rispetto ai romani, grazie a delle efficaci campagne belliche mirate con cui si riuscì a neutralizzare in più occasioni le tribù più aggressive.cite-ref-102[102]

L'ultima delle numerose e frequenti lotte con i romei, la decisiva mwbp8guerra romano-persiana del 602-628, durante la quale avvenne l'mwbqaassedio di Costantinopoli del 626, si concluse con una disfatta per entrambe le fazioni in termini di perdite umane ed economiche. Come se non bastasse, i conflitti sociali interni all'impero lo avevano notevolmente indebolito, semplificando dunque la futura mwbqeconquista islamica della Persia.cite-ref-103[103] La repentina comparsa e ascesa nello scenario geopolitico del mwbqycaliffato dei Rashidun Colse del tutto impreparati i Sasanidi, provati da logoranti anni di conflitto. Le mwbqcforze musulmane diedero il via a una grossa mwbqgespansione, sottomettendo e l'impero sasanide e le province bizantine orientali durante le mwbqkguerre arabo-bizantine, privando Costantinopoli dei mwbqoterritori del Levante, del Caucaso, dell'mwbqwEgitto e del mwbq0Nord Africa. Nei secoli successivi, metà dell'impero bizantino e l'intero territorio sasanide apparivano ormai stabilmente sotto il dominio musulmano.cite-ref-104[104]

In estrema sintesi e ricorrendo a un giudizio sommario, nel corso dei secoli, il territorio sassanide confinava a occidente con quello del grande e stabile stato romano, mentre a est, i suoi vicini più prossimi erano l'mwbrmimpero Kusana e le tribù nomadi degli mwbrqUnni bianchi. La costruzione di fortificazioni quali la cittadella di mwbruTus o la roccaforte di mwbryNishapur, che in seguito divenne un centro culturale e commerciale, aiutò a proteggere le province orientali dagli attacchi nemici.cite-ref-whe-105-0[105]

Tribù nomadi

Nell'Arabia meridionale e centrale, le tribù dei mwbr0Beduini effettuarono incursioni saltuarie in territorio sasanide. Il mwbr4regno di al-Ḥīra, vassallo dei Sasanidi, fu istituito per formare una zona cuscinetto tra il cuore dell'Impero e le tribù beduine. La dissoluzione del regno appena menzionato compiuta da Cosroe II nel 602 contribuì notevolmente alle sconfitte decisive poi riportate contro i beduini arabi nel corso del VII secolo.cite-ref-whe-105-1[105]

Nel nord, i mwbswCazari e il mwbs0Khaganato turco occidentale assaltavano frequentemente le province settentrionali dell'Impero. Uno dei più maggiori saccheggi avvenne in Media, nell'odierno Iran nord-orientale, nel 634. Poco dopo, l'esercito persiano riuscì a sconfiggerli e li scacciò dalla zona. I Sasanidi costruirono numerose fortificazioni nella regione del Caucaso per arrestare queste aggressioni, tra cui le imponenti fortificazioni costruite a mwbs4Derbent (mwbs8Daghestan, mwbtaRussia) che in larga misura sono rimaste intatte fino a oggi.cite-ref-whe-105-2[105]

Sul lato orientale del Mar Caspio, i Sasanidi eressero la mwbtygrande muraglia di Gorgan, una struttura difensiva lunga 200mwbtc km probabilmente destinata a proteggere l'Impero dalle bellicose tribù settentrionali, forse soprattutto dagli Unni Bianchi.cite-ref-whe-105-3[105]

Axum

Nel 522, prima del regno di Cosroe, un gruppo di mwbuyAxumiti monofisiti guidò un attacco contro mwbucHimyar, la potenza dominante dell'Arabia meridionale. Il capo arabo locale riuscì a resistere all'attacco ma chiese aiuto ai Sasanidi, mentre gli Axumiti si rivolsero successivamente ai Bizantini per chiedere aiuto. Gli Axumiti inviarono un'altra forza attraverso il mwbugMar Rosso e questa volta uccisero con successo il capo arabo e lo rimpiazzarono con un loro fantoccio nella regione.cite-ref-lea119120-106-0[106]

Nel 531, l'imperatore mwbu4Giustiniano suggerì agli Axumiti in mwbu8Yemen che avrebbero dovuto escludere i Persiani dal commercio indiano, con il risultato che sarebbero stati costretti a eseguire solo scambi marittimi con questi ultimi. Gli Etiopi non soddisfecero mai una simile richiesta, in quanto un generale axumita di nome mwbvaAbraha assunse il controllo del trono yemenita e diede vita a un'entità politica indipendente.cite-ref-lea119120-106-1[106] Dopo la morte di Abraha, uno dei suoi figli, Ma'di-Karib, andò in esilio mentre il suo fratellastro salì al trono. Dopo essere stato respinto da Giustiniano, Ma'di-Karib cercò aiuto da Cosroe, che inviò una piccola flotta e un esercito sotto il comandante mwbvuVahrez per deporre il nuovo re dello Yemen. Dopo aver catturato la capitale Ṣanʿāʾ, il figlio di Ma'di-Karib, Sayf, salì sul trono.cite-ref-lea119120-106-2[106]

Compiendo un'analisi completa del contesto, Giustiniano fu in via diretta responsabile della presenza marittima sassanide nello Yemen. Non avendo fornito supporto agli arabi yemeniti, Cosroe poté aiutare Ma'di-Karib e convertire in seguito lo Yemen in un principato dell'impero sasanide.cite-ref-farrokhfrye-2009-93-1[93]

Cina

Allo stesso modo dei Parti, anche l'impero sasanide intrattenne relazioni estere frequenti con la mwbweCina, in quanto gli ambasciatori persiani si recavano spesso in quell'area. Alcuni documenti cinesi riferiscono di sedici ambasciate sassanidi attive in Cina dal 455 al 555.cite-ref-107[107] In termini di scambi, il commercio terrestre e marittimo con la Cina appariva importante tanto per l'impero sasanide che per la controparte. La scoperta di un gran numero di monete sassanidi nella Cina meridionale conferma l'affollamento delle rotte commerciali marittime.cite-ref-cir-108-0[108]

In diverse occasioni, i monarchi sassanidi inviarono i loro più talentuosi musici e ballerini persiani alla corte imperiale di mwbxeLuoyang quando al potere vi erano le dinastie mwbxiJìn e mwbxmWei del nord, così come a mwbxqChang'an durante la parentesi dei mwbxuSui e dei mwbxyTang. Entrambi gli imperi trassero beneficio dagli scambi avvenuti tramite la mwbxcvia della seta e condividevano un interesse comune nel preservare e proteggere quella fondamentale rotta. Collaborando per la protezione delle rotte commerciali attraverso l'Asia centrale, le due controparti costruirono degli avamposti nelle aree di confine per proteggere le carovane dalle tribù nomadi e dai banditi.cite-ref-cir-108-1[108]

Le fonti forniscono prove dei numerosi sforzi compiuti dai sasanidi e dai cinesi nel formare delle alleanze contro il loro nemico comune, gli Eftaliti. Con l'ascesa dei nomadi mwbx0Göktürk nell'Asia interna, pare che il rapporto di collaborazione proseguì per disinnescare i successi dei turchi. I documenti rinvenuti presso il monte Mo confermano la presenza di un generale cinese al servizio del re di mwbx4Sogdiana al tempo delle invasioni arabe.cite-ref-cir-108-2[108]

In seguito all'invasione dell'Iran da parte degli arabi musulmani, mwbyqPeroz III, figlio di mwbyuYazdgard III, fuggì insieme ad alcuni nobili persiani e si rifugiò presso la corte imperiale cinese. Sia Peroz sia suo figlio mwbyyNarsieh (mwbycneh-shie in scritti orientali) ricevettero alti titoli alla corte cinese. In almeno due occasioni, l'ultima forse nel 670, delle truppe cinesi furono inviate al fianco di Peroz per riportarlo al trono sasanide con risultati altalenanti: è probabile, nella migliore delle ipotesi, che grazie a uno di questi contingenti Peroz rimase al potere per breve tempo in mwbygSakastan, come suggeriscono le monete rinvenute dagli archeologi.cite-ref-cir-108-3[108] In seguito, Narsieh ottenne il ruolo di comandante delle guardie imperiali cinesi, con i suoi discendenti che vissero in Cina come principi rispettati e rifugiati sasanidi in fuga dai conquistatori arabi. L'imperatore attivo in quel momento storico era mwby0Gao Zong di Tang.cite-ref-cir-108-4[108]

India

Dopo la conquista dell'Iran e delle regioni vicine, Sapore I estese la sua autorità a nord-ovest del mwbamsubcontinente indiano. I mwbaqKusana, in passato autonomi, furono costretti ad accettare la sovranità di una potenza straniera.cite-ref-fry298-110-0[110] Nello specifico, tale situazione riguardò i Kusana occidentali, che controllavano l'Afghanistan, mentre quelli orientali erano attivi in mwbakIndia.cite-ref-fry298-110-1[110] Sebbene l'impero Kusana declinò alla fine del III secolo, realtà a cui subentrò l'mwba4impero Gupta indiano nel IV secolo, i Sasanidi continuarono comunque a lasciare delle tracce importanti nel nord-ovest dell'India per tutto questo arco temporale.cite-ref-fry298-110-2[110]

La Persia e l'India nord-occidentale, con quest'ultima che in precedenza faceva parte dei territori Kusana, si impegnarono in rapporti culturali e politici durante questo periodo, poiché alcune pratiche sasanidi si diffusero anche a est. In particolare, i Kusana furono influenzati dalla concezione sassanide della regalità, che si diffuse attraverso il commercio di argenteria e tessuti sasanidi raffiguranti imperatori che cacciavano o dispensavano giustizia.cite-ref-sir-111-0[111]

Questo interscambio culturale, tuttavia, non diffuse pratiche o atteggiamenti religiosi sassanidi nei confronti dei Kusana. Tra gli scambi culturali relativi a India e Persia si segnala l'importazione nell'universo persiano di un'antica versione del gioco degli mwbbkscacchi, il mwbbomwbbschatrang (in medio persiano: mwbbwmwbb0shatranj). Da parte loro, i persiani introdussero il mwbb4backgammon ("Nēw-Ardašēr") in India.cite-ref-sir-111-1[111]

Durante il regno di Cosroe I, molti libri giunsero dall'India e andarono tradotti in mwbcqmedio persiano. Nei secoli a venire, alcuni di questi testi godettero di grande fortuna nel mwbcumondo islamico e nella mwbcyletteratura araba. Un notevole esempio è costituito dalla traduzione del mwbccmwbcgPañcatantra indiano ultimata da uno dei ministri di Cosroe, mwbckBurzoe. Il lavoro, edito con il nome di mwbcoKalīlag ud Dimnag, riuscì a distinguersi anche nella letteratura araba e in Europa.cite-ref-sir-111-2[111]cite-ref-112[112] I dettagli del leggendario viaggio di Burzoe verso l'India e la sua audace versione del mwbdmPañcatantra furono commentati nel dettaglio dal poeta mwbdqFirdusi nello mwbdumwbdyShāh-Nāmeh:

«Leggendo i libri indiani, Burzoe apprese di una montagna situata in quelle terre sulla quale cresce una pianta che, spruzzata sui morti, gli ridona la vita. Burzoe chiese dunque a Cosroe I il permesso di recarsi in India per ottenerla. Dopo una ricerca infruttuosa, fu condotto da un asceta che gli rivelò il segreto del vegetale: la "pianta" era la parola, la "montagna" l'apprendimento e il "morto" l'ignorante. Raccontò a Burzoe di un libro, il rimedio dell'ignoranza, chiamato

Kalila

, che era conservato in una camera del tesoro. Il re dell'India diede a Burzoe il permesso di leggere il

Kalila

, a condizione che non ne redigesse una copia. L'uomo accettò la condizione, ma ogni giorno memorizzava un capitolo del libro. Quando tornava nella sua stanza, riportava in forma scritto ciò che aveva appreso quel giorno, evento che gli permise così di inviare una copia del libro in Iran. Lì,

Bozorgmehr

tradusse il libro in

pahlavi

e, su richiesta di Burzoe, gli dedicò il primo capitolo.

»

Società

Urbanismo e nomadismo

In contrasto con la società dei Parti, i Sasanidi posero una certa attenzione sulla necessità di godere di un governo centralizzato e di una salda autorità al comando. Nell'immagino collettivo sasanide, la società ideale doveva preservare una certa stabilità e gestire con oculatezza la giustizia: lo strumento ideale per eseguire questi compiti passava per un monarca saldamente al potere della massima carica.cite-ref-dan57-115-0[115] I Sasanidi miravano inoltre a dare vita a un impero costellato di città fiorenti, progetto realizzato con un discreto successo. Durante il tardo periodo sasanide, la Mesopotamia vantava una delle maggiori densità di popolazione del mwbe0mondo basso-medievale.cite-ref-dar3940-116-0[116] È possibile che un simile traguardo fosse stato raggiunto attraverso la fondazione e la rifondazione di un certo numero di città, come si evince nel testo in medio persiano a noi sopravvissuto intitolato mwbfiŠahrestānīhā ī Ērānšahr ("Le capitali della provincia dell'Iran").cite-ref-dar3940-116-1[116] Ardashir I stesso costruì e ricostruì molti insediamenti, dando il suo nome tra gli altri a Veh-Ardashir, in mwbfcAsuristan, ad mwbfgArdashir-Khwarrah, in Pars, e a Vahman-Ardashir, in mwbfkMaishan. In epoca sasanide altrettante città assunsero come nome «Iran-khwarrah», in quanto i Sasanidi volevano rimarcare il vecchio lascito rappresentato dall'mwbfoavestico.cite-ref-dar3940-116-2[116]

Molte di queste località, sia nuove sia già esistenti, erano popolate non solo da gruppi etnici autoctoni, come gli mwbgaIranici o i mwbgeSiriaci, ma anche dai deportati e prigionieri di guerra romani, inclusi mwbgiGoti, mwbgmSlavi, mwbgqLatini e altri.cite-ref-dar3940-116-3[116] Molti di questi catturati erano lavoratori esperti, abituati a ergere strutture quali interi insediamenti, ponti e dighe. Ciò consentì ai sasanidi di familiarizzare con le tecniche di costruzione romane. L'impatto che questi stranieri ebbero sull'economia fu significativo, poiché molti di loro erano cristiani e contribuirono alla diffusione di tale credo in tutto l'impero.cite-ref-dar3940-116-4[116]

A differenza della mole di informazioni conosciute sui popoli insediatisi dell'impero sasanide, si sa ben poco delle comunità nomadi. È noto che questi venivano indistintamente chiamati «Curdi» dai sasanidi e che servivano con regolarità l'esercito sasanide, in particolare le tribù del mwbg4Daylam e i mwbg8Gilani. Questo genere di rapporti con i nomadi proseguì nel periodo islamico, con il servizio dei due popoli nomadi sopraccitati che si susseguì senza interruzioni.cite-ref-117[117]

Lingue

Ufficiali

Agli albori della parentesi sasanide, il medio persiano si affiancava alla mwbhckoinè greca e il mwbhgpartico nelle iscrizioni dei primi re sasanidi. Tuttavia, quando al potere vi fu Narseh (293-302), il greco appariva in disuso, forse a causa della scomparsa degli ellenici o degli sforzi del clero zoroastriano anti-ellenico di esautorarlo una volta per tutte. Probabilmente si trattò altresì di un rigetto dovuto all'associazione dell'idioma ai romani o ai bizantini, rivali dei sasanidi.cite-ref-dar99100-1-1[1] Il partico scomparve presto anche come lingua amministrativa, ma continuò a essere parlato e scritto nella parte orientale dell'impero sasanide, la patria dei Parti.cite-ref-118[118] Inoltre, molti degli aristocratici del vecchio impero entrati nel servizio sasanide dopo la caduta dell'antico regime si esprimevano ancora in partico, come i sette clan dei Parti, che gestivano molto potere all'interno dell'impero.cite-ref-119[119]

L'mwbiyaramaico, come nell'impero achemenide, sia pure nella forma media, era ampiamente usato nell'impero sasanide e fornì l'mwbicalfabeto per il medio persiano e altre lingue.cite-ref-120[120]

Locali

Sebbene il medio persiano fosse la lingua madre dei Sasanidi (che, tuttavia, non erano originari del Pars), questa risultava solo una delle tante, per giunta minoritaria, nel vasto impero; benché parlata perlopiù nel Pars, essa era diffusa in Media e nelle regioni circostanti. Tuttavia, in quel periodo si distinguevano diversi dialetti persiani. Oltre al persiano, il predecessore non attestato dell'mwbi4antico azero insieme a uno dei suoi dialetti, il Tati, era parlato in mwbi8Adurbadagan (Azerbaigian). L'antico daylami e probabilmente il proto-caspico, che in seguito si evolsero nel mwbjagilaki in mwbjeGilan e nel mwbjimazanderani (noto anche come Tabari) in Tabaristan, venivano parlati nelle stesse regioni. Inoltre, sempre nelle due stesse aree geografiche, si parlavano altre lingue e dialetti.cite-ref-dar101-121-0[121]

Nei territori sasanidi nel Caucaso si parlavano numerose lingue tra cui il mwbjggeorgiano antico, varie mwbjklingue cartveliche (in particolare in lazica), il persiano medio, l'mwbjoarmeno classico, l'albanese caucasico, lo mwbjsscitico, il greco koinè e altri.cite-ref-122[122]

In mwbkeKhūzestān si parlavano diversi idiomi, ovvero il persiano nel nord e nell'est, mentre l'mwbkiaramaico medio orientale nel resto della regione.cite-ref-123[123] Inoltre, anche la mwbkclingua elamica potrebbe essere stata parlata nella provincia, ma non vi sono riferimenti che nominano esplicitamente la lingua in esame.cite-ref-dar101-121-1[121] In mwbkwMaishan, gli mwbk0aramei, insieme agli mwbk4arabi stanziali (conosciuti come arabi meseniani) e a quelli nomadi, formavano la popolazione mwbk8semita della provincia insieme ai mercanti mwblaNabatei e mwblePalmireni. Anche gli iranici avevano iniziato a stabilirsi nella provincia, insieme agli mwbliZutt, che erano stati deportati dall'mwblmIndia. Anche altri gruppi indiani come i mwblqMalesi potrebbero essere stati deportati a Meshan, sia come prigionieri sia come marinai reclutati.cite-ref-124[124] In mwblkAsuristan, la maggioranza della popolazione si componeva di cristiani nestoriani di lingua aramaica, inclusi in particolare di mwblosiriaco medio, mentre persiani, ebrei e arabi formavano una minoranza nella provincia.

A causa delle invasioni degli mwblwSciti e del loro sottogruppo, gli mwbl0Alani, ad Atropatene, in Armenia e in altri luoghi del Caucaso, in tali aree aumentò il totale di iranici presenti, sebbene in bassa percentuale.cite-ref-125[125] Il partico era parlato in mwbmiKhorasan insieme ad altre sottovarianti e idiomi iranici, mentre il mwbmmsogdiano, il mwbmqbattriano e il mwbmucorasmio erano parlati più a est in luoghi che non erano sempre controllati dai sasanidi. Più a sud, nel mwbmySistan, si assistette a migrazioni di massa degli Sciti in epoca partica e molto più tardi centro dei persiani sistani, si ricorreva a una sconosciuta mwbmclingua iranica centro-sudoccidentale oppure, più semplicemente, al medio persiano.cite-ref-dar101-121-2[121]cite-ref-bru772773-126-0[126] Il mwbnaKerman era popolato da un gruppo iraniano che somigliava molto ai persiani mentre, più a est in mwbneParatan, Turan e mwbniMakran, proliferavano le lingue non iraniche e una sconosciuta mwbnmlingua iranica occidentale.cite-ref-bru772773-126-1[126] Nelle principali città come Jundishapur e Ctesifonte, i prigionieri di guerra romani/bizantini si esprimevano in mwbnglatino, greco e siriaco. Inoltre, lo mwbnkslavo e il mwbnogermanico erano parlate anche nell'impero sasanide, ancora una volta a causa della cattura dei soldati romani, ma la percentuale deve essere risultata assolutamente trascurabile.cite-ref-127[127] Le lingue semitiche, tra cui l'himyarita e il sabeo, erano comuni nella provincia dello Yemen.

Classi sociali

La società sassanide era estremamente complessa, con numerosi gruppi diversi e separati tra di loro in maniera rigida che convivevano all'interno dell'impero.cite-ref-nic11-128-0[128] Gli storici credono che la società comprendesse quattro classi sociali:cite-ref-129[129]cite-ref-130[130]cite-ref-131[131]

1. mwbpmAsronan (sacerdoti)
2. mwbpuArteshtaran (guerrieri)
3. mwbpcWstaryoshan (gente comune)
4. mwbpkHutukhshan (artigiani)

La mwbpscasta principale del sistema sasanide vedeva lo mwbpwshahanshah regnare su tutti i nobili.cite-ref-zar201-132-0[132] I principi più vicini alla corte, i piccoli governanti, i grandi proprietari terrieri e i sacerdoti costituivano tutti insieme una privilegiata élite nella gerarchia sociale, venendo identificati come mwbqemwbqiwuzurgan, o grandi.cite-ref-chamber-67-5[67]

A un livello inferiore, la società sasanide vedeva gli mwbqgAzatan (uomini liberi), una vasta aristocrazia di basso livello e amministratori di rango non alto che vivevano principalmente in piccole proprietà. Da tale ceto proveniva la spina dorsale di cavalleria dell'esercito sasanide.cite-ref-nic11-128-1[128]

Poiché il sistema sociale sasanide soffriva di un certo immobilismo, è lecito ipotizzare che passare da una classe all'altra si rivelasse un'operazione estremamente ardua.cite-ref-chamber-67-6[67] Il sistema delle caste sasanide sopravvisse all'impero, continuando a esistere nel primo periodo islamico.cite-ref-zar201-132-1[132]

Schiavitù

In generale, la schiavitù di massa non venne mai praticata dagli iranici; paradossalmente, in molti casi la situazione e le condizioni di vita dei semi-schiavi (prigionieri di guerra) apparivano migliori di quelle della gente comune.cite-ref-133[133] In Persia, il termine "schiavo" era usato anche per i debitori che dovevano impiegare parte del loro tempo per servire in un mwbrwtempio del Fuoco.cite-ref-dar5859-134-0[134]

Gli schiavi più comuni nell'impero sasanide erano i domestici, che lavoravano nelle proprietà private e nei templi del Fuoco. L'impiego di una schiava in una casa era comune e il suo padrone aveva il controllo totale su di lei, potendo inoltre concepire dei figli qualora lo desiderasse. Gli schiavi ricevevano anche un salario e potevano sperare di costruire una propria famiglia indipendentemente dal loro sesso.cite-ref-dar5859-134-1[134] Aggredire fisicamente o causare lesioni a uno schiavo erano atti considerati non permessi e nemmeno il re in persona era autorizzato a realizzare tali condotte.cite-ref-ira87-135-0[135]

Il padrone di uno schiavo poteva liberare la persona quando voleva, azione che, indipendentemente dalla fede in cui credeva lo schiavo, era considerata un gesto di carità di buon valore.cite-ref-ira87-135-1[135] Uno schiavo poteva ottenere la libertà anche in caso di morte del padrone.cite-ref-dar5859-134-2[134]

Religione

Zoroastrismo

Sotto l'impero partico, lo mwbt4zoroastrismo si frammentò in delle entità regionali che adottarono vari elementi religiosi legati alla tradizione religiosa iranica e a quella dell'mwbt8Antica Grecia. Il paganesimo greco, così come le idee diffusesi e mescolatesi allo zoroastrismo quando Alessandro Magno aveva sottratto l'impero persiano a mwbuaDario III, originarono un processo di sintesi religiosa e culturale greco-persiana che proseguì in epoca partica.cite-ref-dar6997-89-1[89] Tuttavia, sotto i Sasanidi, rinacque un interesse per lo zoroastrismo ortodosso, malgrado con alcune numerose e importanti differenze. Nello specifico, lo zoroastrismo sassanide si sarebbe sviluppato per le chiare distinzioni con le pratiche stabilite dallmwbuu'mwbuymwbucAvestā, i libri sacri della religione.cite-ref-dar6997-89-2[89] Si sostiene spesso che il clero zoroastriano sasanide strumentalizzò la fede per esaltare la politica perseguita dalla corte. Le politiche religiose sasanidi contribuirono a riesumare numerosi movimenti riformisti, soprattutto quelli fondati dagli influenti profeti religiosi mwbuwMani e mwbu0Mazdak.cite-ref-dar6997-89-3[89]

Il rapporto tra i re sasanidi e le fedi praticate nel loro impero divenne complesso e vario. Ad esempio, mentre Sapore I tollerava e incoraggiava il multiculturalismo e pare che abbracciò in segreto lo mwbvmzurvanismo, le minoranze religiose furono a volte soppresse dai re successivi, come nel caso di Bahram II. Sapore II, invece, tollerò numerosi gruppi religiosi ma non i cristiani, da lui perseguitati soltanto per via della conversione di Costantino.cite-ref-dar6997-89-4[89]cite-ref-137[137]

Il ruolo di Tansar

Fin dall'inizio del dominio sassanide nel 224, una tradizione zoroastriana ortodossa nata nel Pars avrebbe svolto un ruolo importante nell'influenzare e legittimare lo Stato fino al suo crollo a metà del VII secolo. Dopo che Ardashir I depose l'ultimo re pratico, mwbv4Artabano V, egli cercò l'aiuto di Tansar, un mwbv8herbad (sommo sacerdote) degli zoroastriani iranici, al fine aiutarlo a legittimare la nuova dinastia.cite-ref-boy142-138-0[138] Tansar eseguì tale compito scrivendo alle autorità di fatto e ai vassalli attivi nelle diverse regioni dell'Iran allo scopo di accettare Ardashir I come loro nuovo signore, in particolare ricorrendo alla mwbwqLettera di Tansar, che era indirizzata a Gushnasp, il re vassallo di Tabaristan.cite-ref-boy142-138-1[138] Gushnasp aveva accusato Ardashir I di aver usurpato il trono e che, mentre le sue azioni «potrebbero essere state buone per il mondo», esse risultavano «cattive per la fede». Tansar confutò queste accuse nella sua lettera a Gushnasp, affermando che non tutti gli aspetti del mondo partico erano da considerarsi migliori e che Ardashir sarebbe stato più virtuoso dei suoi predecessori.cite-ref-boy142-138-2[138] La mwbw0Lettera di Tansar includeva alcuni attacchi alle pratiche religiose e all'orientamento dei Parti, che non seguivano una tradizione zoroastriana ortodossa ma piuttosto eterodossa. Di conseguenza, lo zoroastrismo aveva subito un processo di "decadenza" dopo l'invasione di Alessandro, un declino proseguito durante il dominio dei Parti e che meritava un'inversione di rotta.cite-ref-boy142-138-3[138]

Tansar avrebbe poi aiutato a supervisionare la formazione di un'unica "Chiesa zoroastriana" gestita dai mwbxmmagi persiani, insieme alla creazione di un unico insieme di testi, lmwbxq'mwbxuAvestā, che lui stesso approvato e autorizzato.cite-ref-139[139]

Influenza di Kartir

mwbxwKartir, un chierico persiano molto potente e influente, prestò servizio sotto diversi re sassanidi e supervisionò il progetto politico di istituire un'ortodossia zoroastriana incentrata sulla regione di Pars è valida per tutto l'impero sassanide.cite-ref-boy163165-140-0[140] Il suo potere e la sua influenza crebbero così tanto che divenne l'unico "uomo comune" a cui in seguito fu permesso di godere di proprie iscrizioni rupestri scolpite alla maniera dei sovrani (a Sar Mashhad, mwbyeNaqsh-e Rostam, Ka'ba-ye Zartosht e mwbyiNaqsh-e Rajab).cite-ref-boy163165-140-1[140] Sotto Sapore I, Kartir divenne «l'autorità assoluta» sull'«ordine dei sacerdoti» presso la corte sassanide e anche in tutte le regioni dell'impero, con l'implicazione che tutti i chierici zoroastriani regionali sarebbero stati per la prima volta da allora subordinati ai chierici di Pars.cite-ref-boy163165-140-2[140] In una certa misura, Kartir perseguì una politica mwbysiconoclasta e si incaricò di aiutare a stabilire numerosi tempi del Fuoco in tutto l'Iran, soppiantando i monumenti e i templi contenenti immagini e idoli di divinità di culto proliferati durante l'epoca dei Parti. Nell'esprimere la sua ortodossia dottrinale, Kartir incoraggiò il perseguimento di un oscuro concetto zoroastriano noto come mwbywkhvedodah tra la gente comune (matrimonio all'interno della famiglia, nello specifico tra fratelli e cugini).cite-ref-boy163165-140-3[140] In varie fasi della sua lunga carriera a corte, Kartir supervisionò anche la persecuzione periodica dei non zoroastriani in Iran e si assicurò l'esecuzione dei dettami del profeta Mani durante il regno di Bahram I. Nel corso del dominio di Ormisda I, predecessore e fratello di Bahram I, Kartir ricevette il nuovo titolo zoroastriano di mwbzemobad, una carica clericale nata e pensata per essere considerata superiore a quella dell'Iran orientale di epoca partica di mwbziherbad.cite-ref-boy163165-140-4[140]

Riforme del calendario zoroastriano

I persiani conoscevano da tempo il calendario egiziano, con i suoi 365 giorni divisi in 12 mesi. Tuttavia, il calendario zoroastriano tradizionale aveva 12 mesi di 30 giorni ciascuno. Durante il regno di Ardashir I, fu eseguito un tentativo di introdurre un calendario zoroastriano più accurato per l'anno, con il quale si aggiungevano 5 giorni prima inesistenti. Questi ultimi furono chiamati giorni di Gatha e avevano una valenza pratica oltre che religiosa. Tuttavia, furono ancora tenuti separati dall'«anno religioso», in modo da non disturbare le osservanze di lunga data del calendario zoroastriano più antico.cite-ref-boy7077-141-0[141]

Al momento dell'introduzione della prima riforma del calendario, emersero alcune difficoltà, in particolare con riguardo ad alcune importanti feste zoroastriane come Hamaspat-maedaya e mwbz4Nawrūz nel calendario anno dopo anno. Questa confusione ingenerò apparentemente grandi malumori tra la gente comune; mentre la corte cercava di imporre l'osservanza di queste sontuose celebrazioni nelle nuove date ufficiali, gran parte della gente comune continuò a osservarle nelle date tradizionali più antiche; per questo motivo, si creò una situazione in virtù della quale le celebrazioni parallele per Nawrūz e altre festività zoroastriane si svolgevano spesso a pochi giorni l'una dall'altra.cite-ref-boy7077-141-1[141] La confusione scatenata dai due calendari causò molta confusione e attrito tra i laici e la classe dirigente. In seguito, il clero scelse di introdurre un compromesso, ampliando la durata delle celebrazioni parallele a una ricorrenza che sarebbe durata sei giorni. Tale modifica non riguardò il Nawrūz.cite-ref-boy7077-141-2[141]

Insorse comunque un ulteriore problema, poiché il Nawrūz venne spostato durante questo periodo dall'equinozio di primavera all'autunno, sebbene questa incoerenza fosse probabilmente nata già in epoca partica.cite-ref-boy7077-141-3[141]

Ulteriori riforme del calendario ebbero luogo durante la tarda era sassanide. Sin dai tempi delle innovazioni introdotte da Ardashir I, non si verificò alcun cambiamento al calendario. Pertanto, con un quarto di giorno perso ogni anno, gli sbalzi tra i mesi divennero talmente sensibili che alla fine il Capodanno si concludeva a luglio.cite-ref-boy7077-141-4[141] Constatate le problematiche, si scelse di convocare un grande consiglio e si decise di spostare il Nawrūz in concomitanza con la stagione in cui aveva luogo durante la parentesi achemenide, ovvero in primavera. Questo cambiamento avvenne probabilmente durante il regno di Kavad I, all'inizio del VI secolo. Pare che in questo frangente si diede molta enfasi all'importanza della primavera e alla sua connessione con la risurrezione e il mwb1eFrashegerd.cite-ref-boy7077-141-5[141]

I tre Grandi Fuochi

Riflettendo la rivalità regionale e il pregiudizio che si ritiene che i Sasanidi avrebbe serbato nei confronti dei loro predecessori storici, fu probabilmente durante l'epoca sassanide che fecero la comparsa i due grandi mwb10Fuochi nel Pars e in Media, rispettivamente ad mwb14Adur Farnbag e mwb18mwb2aAdur Gushnasp, i quali finirono per affiancare e addirittura alla lunga eclissare il tempio sacro di mwb2eAdur Burzen-Mehr in Partia, nell'Iran orientale.cite-ref-boy8790-142-0[142] Lmwb2y'mwb2cAdur Burzen-Mehr, riconducibile secondo una leggenda a mwb2gZoroastro e Vishtaspa, il primo re zoroastriano, aveva un valore troppo forte affinché i magi persiani ne ordinassero l'eventuale soppressione.cite-ref-boy8790-142-1[142]

Alla luce della premessa appena esposta, la dinastia sasanide scelse dunque che i tre Grandi Fuochi del mondo zoroastriano avrebbero dovuto beneficiare di associazioni specifiche. Lmwb24'mwb28Adur Farnbag, a Pars. fu associato ai mwb3amagi, lmwb3e'mwb3iAdur Gushnasp, in Media, ai guerrieri e lmwb3m'mwb3qAdur Burzen-Mehr, in Partia, con i ceti più umili, ovvero agricoltori e pastori.cite-ref-boy8790-142-2[142]

Lmwb3o'mwb3sAdur Gushnasp divenne alla lunga, per consuetudine, una meta di pellegrinaggio da raggiungere a piedi per i sovrani appena intronizzati dopo la loro incoronazione. È probabile che, durante l'era sasanide, i tre Grandi Fuochi fossero diventati la principale meta di pellegrinaggio dei fedeli zoroastriani sparsi per l'Asia.cite-ref-boy8790-142-3[142]

Iconoclastia e promozione del persiano

Gli antichi sasanidi si pronunciarono contro l'uso delle immagini di culto, ragion per cui statue e idoli furono rimossi da molti templi e, ove possibile, si installarono dei fuochi sacri. Questa politica si estese anche alle regioni abitate dagli Aniran (letteralmente non iranici) durante alcune fasi.cite-ref-boy116117-143-0[143] mwb4yAhura Mazdā avrebbe distrutto le statue erette in memoria dei defunti in mwb4cArmenia. Tuttavia, si scelse di rimuovere solo le statue di culto. I Sasanidi continuarono a impiegare le immagini per rappresentare le divinità dello zoroastrismo, inclusa quella di Ahura Mazdā, nella tradizione sviluppatasi durante il periodo mwb4gseleucide.cite-ref-boy116117-143-1[143]

Nei tempi antichi, le iscrizioni reali consistevano spesso in iscrizioni in mwb44partico, mwb48medio persiano e mwb5agreco. Tuttavia, l'ultima volta che il partico venne utilizzato per un'iscrizione reale risale al regno di mwb5eNarsete, figlio di Sapore I.cite-ref-boy116117-143-2[143] È probabile quindi che subito dopo questo accadimento, i Sasanidi adottarono la decisione di imporre il persiano come unica lingua ufficiale all'interno dell'Iran e proibirono l'uso del partico scritto. Ciò ebbe importanti conseguenze per lo zoroastrismo, dato che tutta la letteratura secondaria, incluso lo mwb5yZend, andò poi trasposta solo in medio persiano, avendo un profondo impatto nell'orientare lo zoroastrismo verso i dettami statuiti dalla regione di Pars, patria della dinastia regnante.cite-ref-boy116117-143-3[143]

Sviluppi letterari e liturgici

Alcuni studiosi di zoroastrismo come la britannica Mary Boyce ipotizzarono che la mwb50mwb54yasna, la principale collezione di testi liturgici dellmwb58'mwb6aAvestā, sarebbe stata estesa in epoca sasanide «per accrescerne l'imponenza».cite-ref-144[144] Pare che ciò avvenne congiungendo il mwb6ugāthā mwb6yStaota Yesnya con la cerimonia dellmwb6c'mwb6gmwb6khaoma.cite-ref-yasna-145-0[145] Inoltre, si crede che si reò una nuova cerimonia più lunga nota come mwb64Visperad, la quale derivava da una versione estesa della mwb68yasna. La mwb7aVisperad vide la luce allo scopo di accompagnare la celebrazione dei sette giorni festivi stagionali (il mwb7eGahambars più il mwb7iNawrūz) ed era dedicata ad Ahura Mazdā.cite-ref-yasna-145-1[145]

Mentre i primissimi zoroastriani evitavano la scrittura, ritenendola una forma di pratica demoniaca, lo Zend, realizzato in medio persiano, insieme a gran parte della letteratura zoroastriana di secondo piano, fu riportato in forma testuale durante l'era sassanide. Molti di questi testi zoroastriani erano opere originali del periodo sassanide.cite-ref-boy6869-146-0[146] Probabilmente, la principale tra queste fu il mwb7wmwb70Bundahishn, la mitica storia zoroastriana della Creazione. Altre opere più antiche, alcune risalenti a tempi assai remoti, furono probabilmente tradotte da diverse lingue iraniche in medio persiano durante questo periodo. Ad esempio, due opere, mwb74Draxt ī Āsūrīg (Albero assiro) e mwb78Ayadgar-i Zareran (Memoriale di Zarer) andarono probabilmente riportate dalle versioni originali in mwb8apartico.cite-ref-boy6869-146-1[146]

Di grande importanza per lo zoroastrismo risultò la creazione dell'mwb8salfabeto avestico da parte dei Sasanidi, che permise per la prima volta un'accurata stesura dell'mwb8wAvestā in forma scritta (compresa nella sua lingua/fonologia originale).cite-ref-boy6869-146-2[146] L'alfabeto era basato sul mwb9epahlavi, ma piuttosto che sull'inadeguatezza di quella scrittura per trasporre il medio persiano parlato, l'alfabeto avestico aveva 46 lettere ed era adatto per traslitterare l'mwb9iavestico in forma scritta nel modo in cui la lingua effettivamente suonava e veniva pronunciata. I magi persiani furono quindi finalmente in grado di convertire tutti gli antichi testi avestici sopravvissuti in forma scritta.cite-ref-boy6869-146-3[146]

Come risultato di questo sviluppo, l'Avestā sasanide andò quindi compilata in 21 "nask" (divisioni) affinché corrispondesse alle 21 parole dell'invocazione mwb9gAhunavar. I nask andarono ulteriormente divisi in tre gruppi di sette. Il primo gruppo conteneva il mwb9kmwb9oGāthā e tutti i testi a essi associati, mentre il secondo gruppo conteneva opere di apprendimento scolastico. La sezione finale conteneva trattati di istruzione per i magi, come la raccolta di testi di mwb9sVendidad, testi di legge e altre opere, come mwb9wmwb90yasht.cite-ref-boy6869-146-4[146]

Un importante testo letterario, il mwb-mKhwaday-Namag ("Libro dei Re"), fu composto in epoca sasanide. Questo testo rappresentò la base del futuro mwb-qShāh-Nāmeh di Firdusi. Un altro importante testo zoroastriano del periodo sasanide include il mwb-uDadestan-e Menog-e Khrad ("Sentenze dello Spirito di Saggezza").cite-ref-boy6869-146-5[146]

Cristianesimo

I cristiani nell'impero sasanide appartenevano principalmente ai rami del cristianesimo mwb-qnestoriano (Chiesa d'Oriente) e mwb-usiriaco (Chiesa siriaca ortodossa). Sebbene queste chiese originariamente avessero mantenuto dei legami con le chiese cristiane nell'impero romano, esse presentavano dei punti di contatto abbastanza scarni.cite-ref-dar1920-147-0[147] Tra tali elementi divergenti va considerata la mwb-olingua sacra delle comunità nestoriane e giacobite, la quale era il mwb-ssiriaco anziché il greco, l'idioma del cristianesimo romano durante i primi secoli e della Chiesa d'Oriente nei secoli successivi. Un altro motivo della separazione tra il cristianesimo orientale e quello occidentale riguardava la forte pressione delle autorità sasanide per interrompere i collegamenti con Roma, poiché l'impero sasanide era spesso in guerra con l'Urbe.cite-ref-dar1920-147-1[147]

Il cristianesimo fu riconosciuto tramite un editto da Yazdgard I nel 409 come una fede ammessa all'interno dell'impero sasanide.cite-ref-148[148]

La principale rottura con il cristianesimo tradizionale avvenne nel 431, perlopiù a causa dei dettami del mwcayconcilio di Efeso. In quella sede, si scelse di condannare mwcacNestorio, un teologo di origine cilicia e patriarca di Costantinopoli, reo di aver sposato una visione della mwcagcristologia in base alla quale mwcakMaria, la madre di Gesù, non era considerata "mwcaoTheotókos" o Madre di Dio.cite-ref-nob8-149-0[149] Sebbene le decisioni del concilio di Efeso fossero state accettate all'interno dell'impero romano, la Chiesa sasanide non era d'accordo con la condanna degli insegnamenti di Nestorio. Quando Nestorio fu deposto come patriarca, alcuni dei suoi seguaci trovarono rifugio in territorio sasanide.cite-ref-nob8-149-1[149] Gli imperatori persiani sfruttarono questa opportunità per rafforzare la posizione di Nestorio all'interno della chiesa sasanide, che rappresentava la stragrande maggioranza dei cristiani nell'impero persiano prevalentemente zoroastriano, eliminando i più importanti sacerdoti filo-romani in Persia e assicurandosi che le loro cariche passassero ai nestoriani.cite-ref-nob8-149-2[149]

La maggior parte dei cristiani nell'impero sasanide viveva all'estremità occidentale dell'impero, prevalentemente in Mesopotamia, ma c'erano anche importanti comunità esistenti nei territori più settentrionali, vale a dire mwcbgAlbania caucasica, mwcbkLazica, mwcboIberia e la parte persiana dell'Armenia. Altre importanti comunità si trovavano sull'isola di Tylos (odierno mwcbsBahrein), sulla costa meridionale del Golfo Persico e nell'area del regno arabo di mwcbwLakhm. Alcune di queste aree furono le prime a essere cristianizzate; il regno di mwcb0Armenia divenne il primo Stato cristiano indipendente al mondo nel 301. Sebbene un certo numero di territori assiri fossero stati quasi completamente cristianizzati anche prima durante il III secolo, non divennero mai entità politiche indipendenti.cite-ref-iranologie-52-2[52]

Altre religioni

Alcuni dei recenti scavi hanno scoperto i siti religiosi mwccqbuddisti, mwccuindù ed ebrei nel territorio dell'impero.cite-ref-150[150] Buddismo e induismo si affiancavano allo zoroastrismo in mwccoBattriana e mwccsMargiana,cite-ref-151[151] nei territori dell'estremo oriente. Una comunità ebraica molto ampia fiorì sotto il dominio sasanide, con i gruppi più prosperi situati a mwcdaEsfahan, mwcdeBabilonia e mwcdiKhorasan, e con il proprio comando semiautonomo rappresentato dallmwcdm'mwcdqEsilarcato con sede in Mesopotamia. Le comunità semite subirono soltanto occasionali persecuzioni, potendo godere di una relativa libertà di credo e privilegi negati ad altre minoranze religiose.cite-ref-152[152] Sapore I (Shabur Malka in aramaico) si dimostrò particolarmente tollerante nei confronti degli ebrei, perlopiù per via della sua amicizia con il rabbino mwcdkSamuel.cite-ref-zar207-35-2[35] Sapore II, la cui madre era ebrea, intrattenne un'amicizia simile con un rabbino babilonese di nome Rabbah. Il loro rapporto consentì al sovrano di assicurarsi un allentamento delle leggi oppressive emanate contro i semiti nell'impero persiano. Inoltre, nella parte orientale dell'impero, vari luoghi di culto buddisti, in particolare situati a mwcd4Bamiyan, si diffusero a mano a mano che il buddismo cominciò ad attirare proseliti nella regione.cite-ref-153[153]

Economia

Risorse

Poiché la maggior parte degli abitanti era di estrazione contadina, l'economia sasanide si basava perlopiù sull'agricoltura e sulla zootecnia, con il Khuzestan e l'Iraq che erano le province maggiormente dedite a tali attività. Il canale Nahrawan, uno dei più grandi esempi di sistemi di irrigazione sasanidi, consentì di irrigare svariate aree dell'Iran, con il sistema che risulta funzionale tuttora. Le montagne dello Stato sasanide fungevano da luogo idoneo a reperire legname, materiale poi regolarmente tassato.cite-ref-eco-154-0[154]cite-ref-dar123149-155-0[155]

A cavallo tra tarda antichità e basso Medioevo, le due rotte commerciali più importanti erano la famosa via della seta, situata a nord, e un altro percorso, invero meno frequentato, che seguiva la costa meridionale dei domini sasanidi. Le industrie di mwcfoSusa, mwcfsJundishapur e mwcfwShushtar erano note per la produzione di seta e rivaleggiavano con le controparti cinesi. I Sasanidi mostrarono grande tolleranza verso gli abitanti delle campagne, consentendogli di fare scorte in caso di carestia.cite-ref-dar123149-155-1[155]

Industria

L'industria persiana sotto i Sasanidi si sviluppò sia nei piccoli centri sia nelle grandi metropoli. Le mwcgcgilde prosperarono, perseguendo tra gli altri compiti quello di sollecitare la manutenzione delle strade e dei ponti, invero ben pattugliati dalle sentinelle, ed efficaci collegamenti postali e mercantili da Ctesifonte a tutte le province. La costruzione di porti sul Golfo Persico servì a incrementare i commerci con l'India.cite-ref-dar123149-155-2[155] I mercanti sasanidi si spostavano in lungo e in largo e soppiantarono gradualmente i romani dalle redditizie rotte commerciali dell'mwcgwOceano Indiano.cite-ref-nic6-156-0[156] Le recenti scoperte archeologiche hanno rivelato la sorprendente esistenza di una sorta di etichette applicate dai sasanidi sulle proprie merci, al fine di promuovere i loro prodotti e risaltare nei mercati di ogni longitudine.cite-ref-157[157]

Commercio

Cosroe I estese ulteriormente la già vasta rete di scambi, consentendo la costituzione di un vero e proprio mwchcmonopolio in nell'mwchgOceano Indiano, nell'Asia centrale e nella mwchkRussia meridionale con riferimento a prodotti quali i beni di lusso e alcune suppellettili, gareggiando a Occidente con i bizantini. Gli insediamenti realizzati in mwchoOman e Yemen confermano la summenzionata importanza degli scambi con l'India, ma il commercio della seta con la Cina rimase pressoché un'esclusiva dei mwchsSogdiani, vassalli dell'impero.cite-ref-158[158]

Le principali esportazioni dei Sasanidi concernevano la seta, tessuti di lana e aurei, tappeti, arazzi, pelle, cuoio e perle del mwcieGolfo Persico. C'erano anche merci in transito dalla Cina (carta, seta) e dall'India (spezie), su cui la dogana sasanide imponeva tasse e che venivano riesportate dall'impero in Europa.cite-ref-sar353-159-0[159] Non mancavano inoltre tra le esportazioni gioielli, vino e olio, mentre fra le importazioni non si devono dimenticare spezie, drappi, seta, ebano e incenso.cite-ref-sar353-159-1[159]

Una certa attenzione si riservò pure al settore della produzione metallurgica, con l'Iran che si guadagnò la reputazione di «armeria dell'Asia». Il grosso dei centri minerari sasanidi erano ai margini dell'Impero, ovvero in Armenia, nel Caucaso e, soprattutto, in mwcisTransoxiana. La straordinaria ricchezza mineraria dei mwciwMonti del Pamir all'orizzonte orientale dell'impero sasanide diede vita a una leggenda diffusasi tra i mwci0tagiki, un popolo iranico che vive lì, che viene tramandata ancora oggi. La storia riferisce che, mentre Dio stava creando il mondo, egli inciampò nel Pamir, lasciando cadere la sua giara di minerali che poi si sparsero per tutta la regione.cite-ref-nic6-156-1[156]

Cultura

Arte

In termini artistici, la parentesi sasanide coincise con uno degli archi temporali durante i quali la mwcjociviltà iraniana poté maggiormente fiorire. Gran parte di quella che in seguito divenne nota come cultura musulmana, inclusa l'architettura e la scrittura, attingevano in origine al mondo persiano.cite-ref-saga-16-1[16] Al suo apice, l'impero sasanide si estendeva dall'Anatolia occidentale all'India nord-occidentale (l'attuale mwcj8Pakistan), ma la sua influenza si faceva sentire ben oltre questi confini politici. I motivi sasanidi fecero breccia nell'arte dell'mwckaAsia centrale e della Cina, dell'impero bizantino e persino della mwckeMerovingia, in Francia. L'mwckiarte islamica, tuttavia, vero erede dell'arte sasanide, conservò sì alcuni concetti del passato cercando però al contempo di proporre dei canoni nuovi, che sopprimessero quelli vecchi.cite-ref-saga-16-2[16] Secondo mwckcWill Durant:

«L'arte sasanide esportò le sue forme e motivi verso est in India,

Turkestan

e Cina, verso ovest in Siria, Asia Minore, Costantinopoli,

Balcani

, Egitto e

Spagna

. Probabilmente, la sua influenza contribuì a cambiare l'enfasi nell'arte greca dalla rappresentazione classica di epoca bizantina, mentre nell'arte cristiana latina dai soffitti in legno alle volte in mattoni o pietra, passando per le cupole e le pareti contrafforti.

»

Le opere sasanidi a mwck4Taq-e Bostan e mwck8Naqsh-e Rostam presentano vari colori, allo stesso modo degli edifici riportati alla luce dagli archeologi, malgrado di tale pittura rimangono solo tracce. Le fonti coeve confermano che l'arte pittorica fiorì in epoca sasanide, tanto che si ipotizza che il profeta mwclaMani abbia fondato una sua scuola.cite-ref-saga-16-3[16] mwcluFirdusi parlava dei magnati persiani che adornavano le loro dimore con immagini di eroi iraniani, mentre il poeta al-Buhturi descriveva gli affreschi nel palazzo di Ctesifonte. Alla morte di un re sasanide, il miglior pittore dell'epoca veniva chiamato per realizzare un ritratto che sarebbe poi confluito in una collezione conservata nel tesoro reale.cite-ref-saga-16-4[16]

Pittura, scultura, ceramica e altre forme di decorazione condividevano i loro disegni con l'arte tessile sasanide. I prodotti in seta, i ricami, i mwcmqbroccati, i mwcmudamaschi, gli mwcmyarazzi, gli accessori per le sedie, i baldacchini, le tende e i tappeti venivano realizzati con pazienza e abilità certosina e andavano tinti con vivide tonalità di giallo, blu e verde.cite-ref-dur158-13-2[13] Ogni persiano, tranne i contadini e i sacerdoti, aspirava a indossare gli abiti tipici del ceto sociale superiore a quello a cui apparteneva, con i membri della corte che solitamente calzavano vesti assai eleganti. I grandi tappeti colorati si rivelarono una costante presente nei mercati dell'Oriente dall'inizio alla fine dell'epoca sasanide, sulla scia dell'antichissima tradizione nata in mwcmsAssiria.cite-ref-dur158-13-3[13] I circa 25 tessuti sasanidi sopravvissuti risultano particolarmente apprezzati sia dagli studiosi sia dagli esperti del settore.cite-ref-dur158-13-4[13] Già nel momento in cui furono realizzato, i tessuti sasanidi godevano di grande ammirazione e venivano imitati dall'Egitto all'Estremo Oriente; durante il Medioevo, si soleva adoperarli nel mondo cristiano per rivestire le reliquie dei santi.cite-ref-dur158-13-5[13] Quando mwcngEraclio I espugnò il palazzo di Cosroe II a Dastagird, i ricami delicati e un immenso tappeto confluirono nel bottino riportato in territorio bizantino. Particolarmente famoso era il "Tappeto d'Inverno" di Cosroe I, noto anche come "Primavera di Cosroe" (o "Tappeto primaverile": قالى بهارستان) di Cosroe I, sul quale erano dipinte delle scene primaverili ed estive allo scopo di rendere meno gravoso il trascorrere dell'inverno per il sovrano.cite-ref-dur158-13-6[13] Sul tappeto, i fiori e i frutti realizzati con rubini e diamanti intessuti crescevano accanto a viali d'argento e ruscelli di perle incastonati su un fondale d'oro. mwcn0Hārūn al-Rashīd si vantava di un ampio tappeto sasanide riccamente tempestato di gioielli. I Persiani solevano altresì scritto poesie d'amore sui loro tappeti.cite-ref-dur158-13-7[13]

Gli studi sui resti sasanidi hanno ricostruito oltre 100 tipi di corone indossate dai sovrani sasanidi. Le varie corone testimoniano la situazione culturale, economica, sociale e storica di ogni periodo, rimarcando inoltre le preferenze di ogni re nell'epoca in cui esercitò il suo dominio. Tra i diversi simboli e segni rintracciabili si individuano sovente la luna, le stelle, l'aquila e la palma, con ciascuno di essi che espone la fede e le credenze religiose di chi indossava il copricapo reale.cite-ref-161[161]cite-ref-162[162]

La dinastia sasanide, come quella mwcowachemenide, era originaria della provincia di Pars. Esclusi l'intermezzo ellenistico e l'epoca dei Parti, i Sasanidi si ritenevano successori degli Achemenidi e credevano che fossero destinati a ripristinare la grandezza della Persia.cite-ref-mar36-163-0[163] Nel tentativo di riportare in vita il glorioso passato, i regnanti non si limitarono a compiere delle semplici imitazioni delle opere che furono, ma cercarono di incoraggiare un'arte che dimostrasse un grande carattere e degli aspetti unici, anticipando per certi versi i tratti salienti dell'arte islamica. L'arte sasanide combinava elementi tradizionali persiani con caratteristiche e influenze ellenistiche. Fu la conquista della mwcpePersia da parte di mwcpiAlessandro Magno ad aver inaugurato la diffusione dell'mwcpmarte ellenistica nell'Asia occidentale.cite-ref-mar36-163-1[163] Sebbene l'Oriente avesse accettato i canoni estetici di quest'arte, non ne assimilò mai realmente lo spirito. Già durante la parentesi dei Parti, l'arte ellenistica veniva interpretata liberamente dai popoli del Vicino Oriente. Per tutto il dominio sasanide, si inaugurarono spesso stili che si proponevano come innovatori e allo stesso tempo custodi delle forme e degli atavici usi della Persia, che nel periodo islamico raggiunsero le sponde del Mediterraneo.cite-ref-mar36-163-2[163] Secondo James Fergusson:

«Con l'ascesa dei [Sasanidi], la Persia riguadagnò gran parte di quel potere e della stabilità a cui era stata così a lungo estranea [...] Il miglioramento delle belle arti a casa indica il ritorno della prosperità e un certo grado di sicurezza sconosciuta dalla caduta degli Achemenidi.

»

Architettura

I palazzi sopravvissuti consentono di ammirare il mondo agiato in cui vivevano i monarchi sasanidi. Gli esempi includono i palazzi di Firuzabad e mwcqoBishapur nel mwcqsFars e la capitale Ctesifonte nella provincia di mwcqwAsuristan (nell'odierno Iraq).cite-ref-blo129130-165-0[165] Oltre alle tradizioni locali, l'architettura dei Parti influenzò le caratteristiche architettoniche sasanide. Le volte a botte introdotte nel periodo dei Parti note come mwcreiwan si diffusero in maniera esponenziale durante la parentesi sasanide, specie a Ctesifonte.cite-ref-blo129130-165-1[165] Alcuni di essi risultano particolarmente ampi, con l'arco della grande sala a volta, attribuita al regno di Sapore I (241-272), che ha una campata di oltre 24 m e un'altezza di 36 m. Questa magnifica struttura affascinò innumerevoli architetti dei secoli successivi e andò considerata uno dei principali esempi di mwcryarchitettura persiana. Molti dei palazzi contengono una sala delle udienze interna costituita, come a Firuzabad, da una camera sormontata da una cupola.cite-ref-blo129130-165-2[165] I persiani risolsero il problema della costruzione di una cupola circolare su un edificio quadrato impiegando dei mwcrspennacchi, o archi costruiti attraverso ogni angolo della pianta, convertendola così in un ottagono su cui è semplice collocare una cupola. La camera a cupola nel palazzo di Firuzabad è il primo esempio sopravvissuto dell'impiego di un pennacchio, circostanza che lascia suggerire che questa tecnica architettonica venne forse inventata in Persia.cite-ref-blo129130-165-3[165]

La caratteristica unica dell'architettura sasanide risultava l'uso particolare dello spazio.cite-ref-blo129130-165-4[165] L'architetto sasanide concepì il suo edificio in termini di masse e superfici; da qui l'uso di massicce murature di mattoni decorati con stucchi modanati o intagliati. Le decorazioni murali in stucco sono osservabili a Bishapur, ma esempi migliori si trovano a Chaleh Tarkhan, vicino a mwcsuRey (epoca tardo sasanide o inizio di quella islamica), e da Ctesifonte e mwcsyKish, in Mesopotamia. I pannelli mostrano figure di animali incastonate in tondi, busti umani e motivi geometrici e floreali.cite-ref-blo129130-165-5[165]

A Bishapur, alcuni dei pavimenti erano decorati con dei mosaici che mostravano scene di banchetti. L'influenza romana è qui chiara e i mosaici potrebbero essere stati realizzati da prigionieri romani. Gli edifici vennero decorati con pitture murali, con gli esempi principali rinvenibili sul monte Khajeh, nel mwcswSistan.cite-ref-blo129130-165-6[165]

Istruzione

I re sasanidi si preoccuparono a più riprese di patrocinare i letterati e i filosofi, oltre che, più in generale, le attività culturali. I tre poli d'istruzione principali avevano sede a Ctesifonte, a mwctgGundishapur e a mwctkResaina. Quello situato nella capitale, conosciuto come Grande Scuola, consentiva all'inizio a un massimo di 50 studenti di accedervi, ma in meno di un secolo l'iscrizione si estese a oltre 30.000 persone.cite-ref-166[166]

Sotto Cosroe I, la sopraccitata Accademia di Gundishapur, fondata nel V secolo, divenne «il maggiore centro intellettuale dell'epoca», attirando studenti e insegnanti da ogni parte del mondo conosciuto. I mwct8cristiani nestoriani furono accettati nell'est e portarono con sé traduzioni mwcuasiriache di opere greche di medicina e filosofia. La tradizione medica di India, Persia, Siria e Grecia si mescolò in quel polo culturale dando vita a un crogiolo intriso delle conoscenze acquisite dalle varie civiltà.cite-ref-167[167]cite-ref-168[168]

Letteratura

La passione per la letteratura di Cosroe I lo stimolò a ordinare la traduzione in pahlavi delle opere di mwcusPlatone e mwcuwAristotele, delle quali ne impose inoltre l'insegnamento presso l'Accademia di Gundishapur e ne prese visione lui stesso.cite-ref-mcg300-169-0[169] Durante il suo dominio, furono compilati molti annali storici, di cui l'unico sopravvissuto è il mwcveKar-Namag i Ardashir i Pabagan ("Le Gesta di Ardashir"), un lavoro che coniuga storia e romanticismo e che funse da spunto per l'epopea nazionale iraniana, lo mwcvimwcvmShāh-Nāmeh.cite-ref-mcg300-169-1[169] Quando Giustiniano I chiuse le scuole di mwcvgAtene, sette dei loro insegnanti si recarono in Persia e trovarono rifugio alla corte di Cosroe. Nel suo trattato del 533 stipulato con Giustiniano, il re sasanide stabiliva che i saggi greci dovevano poter tornare ed essere liberi dalla persecuzione.cite-ref-mcg300-169-2[169]

Lascito

L'influenza del mondo sasanide si trascinò a lungo dopo la sua caduta. L'impero, sotto la guida di diversi abili regnanti prima della sua eclissi, aveva dato vita a un mwcv8rinascimento persiano che sarebbe diventato trainante per la civiltà islamica.cite-ref-170[170] Nel moderno Iran e nelle regioni della mwcwqGrande Persia, il periodo sasanide viene considerato uno dei punti più alti raggiunto dalla civiltà iraniana.cite-ref-whe-105-4[105]

In Europa

La cultura e la struttura militare sasanide ebbero un'influenza significativa sulla mwcxeciviltà romana. La struttura e il carattere dell'mwcxiesercito romano furono influenzati dai metodi di guerra persiani. In una forma modificata, l'autocrazia imperiale romana emulò le cerimonie reali della corte sasanide a Ctesifonte, e queste a loro volta hanno avuto un'influenza sulle tradizioni cerimoniali delle corti dell'Europa medievale e moderna. L'origine delle formalità della diplomazia europea è attribuita alle relazioni diplomatiche tra i governi persiani e l'impero romano.cite-ref-bury-1923-12-1[12]

Nella storia ebraica

Sono molteplici gli sviluppi associati all'impero sasanide nella mwcxkstoria ebraica. Il mwcxoTalmud babilonese fu composto tra il III e il VI secolo nella Persia sasanide, mentre in mwcxsSura e mwcxwPumbedita furono fondate le principali accademie ebraiche di apprendimento, che divennero pietre miliari dell'accademia talmudica di Babilonia.cite-ref-171[171]cite-ref-172[172] Diversi membri della famiglia imperiale come Ifra Hormizd la regina madre di Sapore II e la regina Shushandukht, la moglie ebrea di Yazdgard I, contribuì in modo significativo alle strette relazioni tra i semiti dell'impero e il governo di Ctesifonte.cite-ref-173[173]

In India

Il crollo dell'impero sasanide portò l'islam a soppiantare lentamente lo zoroastrismo come religione principale dell'Iran. Un gran numero di zoroastriani scelse di emigrare per sfuggire alla persecuzione islamica. Secondo il mwczemwcziQissa-i Sanjan, un gruppo di quei rifugiati sbarcò nell'attuale mwczmGujarat, dove fu loro concessa una maggiore libertà di osservare le loro antiche usanze e di preservare la loro fede. I discendenti di quegli zoroastriani avrebbero svolto un ruolo piccolo ma significativo nello sviluppo dell'India. Attualmente si contano oltre 70.000 zoroastriani in India, malgrado il loro numero sia in declino.cite-ref-174[174]cite-ref-175[175]

Gli zoroastriani impiegano ancora una variante del calendario religioso istituito sotto i Sasanidi. Quel calendario segna ancora il numero di anni dall'adesione di Yazdgard III, proprio come avvenne nel 632.cite-ref-176[176]

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Collegamenti esterni

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